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Un esploratore senza armi: Pietro Savorgnan in Congo

È stata inaugurata venerdì 2 dicembre 2011 presso l’aeroporto Fvg di Ronchi dei Legionari (Go) la mostra “Un esploratore senza armi: Pietro Savorgnan in Congo“, allestita al primo piano dell’aerostazione. L’occasione per il taglio del nastro, al quale per il Comune di Udine ha partecipato l’assessore alla Mobilità, Enrico Pizza, è stata l’intitolazione dell’aeroporto a Pietro Savorgnan di Brazzà, oltre al 50° anniversario del primo volo commerciale.

L’esposizione, curata dal Museo Friulano di Storia Naturale del Comune di Udine insieme con Aeroporto Fvg spa e visitabile fino al 12 dicembre, rappresenta una sorta di appendice della grande esposizione “Hic sunt leones.  Esploratori, geografi e viaggiatori tra Ottocento e Novecento.  Dal Friuli alla conoscenza dei Paesi extraeuropei” allestita, sempre dal Mfsn, nell’ex chiesa di san Francesco a Udine fino al 15 aprile.

L’evento di oggi, segna quindi l’inizio di una collaborazione con i Civici musei nel campo della divulgazione delle attività ed iniziative museali. Collaborazione inserita in un più ampio sistema di accordi che l’aereoporto ha intrapreso con soggetti pubblici e privati diventando in tal modo  una sorta di “porta” per chi arriva in territorio friulano sugli eventi culturali e turistici dell’intera regione Friuli Venezia Giulia.

In collaborazione con il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine, dal 18 novembre al 12 dicembre 2011, è possibile visitare presso l’area mostre del primo piano dell’aerostazione,  la mostra dedicata  alla complessa ed affascinante figura dell’esploratore Pietro Savorgnan di Brazzà , nato a Roma nel 1852, ma di antiche e nobili origini friulane.  Visse prevalentemente a Roma, ma tornò spesso in Friuli nella Villa di Soleschiano nei pressi di Manzano e a Brazzà.  Comunemente associato all’esplorazione del Congo e alla fondazione della città di Brazzaville (odierna capitale), Pietro Savorgnan di Brazzà, esploratore e ufficiale di Marina francese,  improntò la sua opera a un ideale umanitario e sinceramente autentico. Morì a Dakar nel 1905.

Dal 2007, a questo esploratore friulano, è intitolato l’Aeroporto Friuli Venezia Giulia di Ronchi dei Legionari