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Turismo in Friuli Venezia Giulia: controtendenza rispetto ai dati nazionali

In un momento difficile per l’economia, e in netta controtendenza rispetto ai dati nazionali sul turismo, il Friuli Venezia Giulia nel 2008 ha fatto registrare un aumento del 2 per cento degli arrivi e dell’1,7 delle presenze rispetto all’anno precedente.

E in provincia di Trieste, nel 2008, la crescita del settore turistico rispetto al 2007 e’ stata anche maggiore: 303 mila gli arrivi attestati (+ 4,45 ), dei quali il 3,9 sono stranieri; 829 mila le presenze registrate (+ 2,94 per cento).

Secondo questi dati – forniti dall’Agenzia TurismoFVG – il sistema turistico triestino contribuisce non poco ad attrarre visitatori nell’intero territorio regionale. ‘Sono segnali incoraggianti – ha affermato Michela Cattaruzza Bellinello, Presidente del Gruppo Giovani – che testimoniano una crescita superiore nella provincia di Trieste rispetto a quella registrata dalla regione Friuli Venezia Giulia nel suo complesso e supportano la scelta strategica del comparto turistico di puntare piu’ sulla qualita’ che sulla quantita’.

Una scelta – ha aggiunto Gilberto Benvenuti, Presidente della Sezione Turismo di Assindustria – intrapresa per cercare di catturare i segmenti piu’ alti della domanda turistica e di integrare tra loro le varie componenti del turismo: da quella congressuale, al turismo business (con le 10.000 presenze all’anno registrate ad esempio dallo stabilimento della Wartsila Italia) al turismo scientifico. ‘L’afflusso turistico a Trieste – spiega ancora Benvenuti – e’ caratterizzato da soggiorni brevi di carattere culturale e legati al business, ed e’ in quest’ottica che vanno studiate e avviate strategie di promozione turistica della provincia. Il comparto congressuale – aggiunge – e’ un settore che puo’ creare importante valore economico sul territorio in cui si sviluppa, e non solo per le aziende del settore. Basti tenere presente alcuni fattori che caratterizzano questo comparto: i congressisti sono considerati big spender (si calcola che il turista d’affari spenda sul territorio una media di 250 euro al giorno); il settore congressuale e’ un eccezionale veicolo di promozione del territorio nei segmenti alti della domanda turistica, oltre ad avere il pregio di destagionalizzare la domanda’.

‘L’elemento fondante e innovativo che caratterizza il turismo industriale – sottolinea Cattaruzza Bellinello – e’ la visita ai luoghi e alle strutture che portano alla conoscenza dei processi produttivi di un territorio e del percorso di sviluppo di un prodotto e del suo marchio, riconosciuto a livello internazionale.
Ma e’ anche la scoperta di attivita’ produttive di nicchia che tuttavia sono caratterizzanti di un’area. Puo’ rappresentare un’opportunita’ per le imprese per fidelizzare il rapporto con la propria clientela – afferma la Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori – facendo conoscere la propria azienda piu’ da vicino e aggiungendo cosi’ valore al proprio prodotto e marchio. Per gli operatori turistici e’ una risorsa poiche’ permette di allungare la stagionalita’ (anche se Trieste soffre meno rispetto ad altre localita’) e diversificare la propria offerta. Infatti, questo tipo di turismo si integra con quello tradizionale del circuito storico-artistico-naturalistico, che caratterizza il territorio provinciale, consentendo agli ospiti di scoprire il territorio anche sotto un nuovo aspetto’. Trieste ha maturato negli anni un posizionamento strategico nel settore scientifico, valorizzando il patrimonio tecnologico esistente, la promozione della ricerca e dello sviluppo, anche grazie ad una sempre maggiore divulgazione a livello turistico della presenza di importanti realta’ scientifiche sul territorio. Grazie a strutture come la macchina di luce del Sincrotrone, l’Immaginario Scientifico, la Riserva naturale di Miramare, l’Osservatorio astronomico e l’OGS (Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale), tutte mete di visite scientifico-conoscitive, la citta’ sta verificando la possibilita’ di investire concretamente per lo sviluppo di questo settore turistico. ‘E in questa prospettiva – conclude Michela Cattaruzza Bellinello – il Parco del Mare rappresenta un ulteriore importante strategia per l’offerta turistica.

Nella valutazione di questo progetto va tenuto conto innanzitutto delle risorse umane che verranno impiegate nella costruzione e di quelle che vi lavoreranno una volta terminati i lavori, ma soprattutto del ritorno che avra’ Trieste in termini d’immagine. Il Parco del Mare sara’ per Trieste un polo d’importante attrazione turistica (basti pensare ai milioni di visitatori che richiama l’acquario di Genova) e percio’ portera’ ad un sicuro incremento delle visite in citta’: incremento che, nella definizione di un progetto integrato, dovra’ poi essere valorizzato con un’offerta turistica capace di sfruttare tutte le altre peculiarita’ del territorio.

Fonte: Agi