
Giovedì 12 gennaio 2012 il direttore della Fondazione Aquileia Gianni Fratte ha illustrato alla stampa e al pubblico il progetto europeo T-PAS, che entra, con il kick-off meeting ,nella sua fase operativa.
Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, vede come lead partner la Fondazione Aquileia e coinvolge il Museo Civico di Lubiana e l’Istituto Nazionale Serbo per l’Archeologia di Belgrado. Obiettivo è la valorizzazione dei siti archeologici sull’antica strada romana che collegava Aquileia al Mar Nero e passava per Lubiana (l’antica Emona) e Viminacium, città romana vicino a Belgrado in Serbia.
Il budget complessivo è di € 366.980 coperto al 50% da finanziamento comunitario e la quota spettante alla Fondazione Aquileia è di € 158.980.Il progetto si svilupperà in più fasi: un’analisi socio economica dei tre siti in modo da definire lo stato della domanda e dell’offerta turistica e delineare le linee guida per incrementarne l’attrattività; una promozione congiunta della Via Romana come itinerario turistico tramite materiale informativo e sito internet ; il coinvolgimento delle scuole primarie con laboratori e con un concorso fotografico volto ad approfondire la conoscenza dei luoghi; una conferenza in ogni città- partner sul progetto e sulle interconnessioni tra le città nel passato e oggi; una mostra itinerante sui ritrovamenti archeologici nelle tre città e una visita guidata per operatori culturali in ciascun sito in modo da favorire lo scambio di buone pratiche e la mobilità internazionale.
La data di conclusione del progetto è fissata al 30 giugno 2013.
La conferenza è stata anche l’occasione per presentare “Un mosaico di storie”, il calendario 2012 dedicato alla città romana di Aquileia.
Ideato per la prima volta lo scorso anno, nell’ambito delle attività di valorizzazione dell’importante sito Unesco, promosso e realizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del FVG e dalla Fondazione Aquileia, con la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia, il calendario è ormai avviato a diventare un atteso appuntamento annuale e un cadeau da esporre e da conservare per gli appassionati di archeologia e per i cultori della storia e degli splendori di questo piccolo paese della bassa pianura friulana, rivelatosi uno dei centri più ricchi ed importanti dell’Impero romano.
Ispiratosi, nel 2011, alle gemme in pietra dura e in pasta di vetro, manufatti preziosissimi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale, quest’anno, invece, il calendario ha come soggetto i mosaici di Aquileia, rappresentati dalle splendide immagini del fotografo Gianluca Baronchelli ed illustrati dai testi dell’archeologa Marta Novello.
Il percorso fotografico è caratterizzato da un’originale rappresentazione dei mosaici attraverso singoli dettagli; una precisa scelta del fotografo che ha inteso, in questo modo, rendere omaggio alla tecnica musiva: frammenti di tessere, tra loro diversissime, per grandezza e materiali, capaci, una volta unite, di formare un unicum di grande fascino e pregio.
I mosaici costituiscono una delle produzioni più rappresentative della città romana, che ha restituito, ad oggi, quasi un migliaio di esemplari e continua a sorprendere per la ricchezza dei ritrovamenti nei molteplici scavi effettuati dalle diverse Istituzioni che operano ad Aquiliea.
Di questa straordinaria produzione musiva, il calendario intende fornire una panoramica che rifletta la lunga storia del centro, nell’arco di tempo compreso fra il I secolo a.C. e il V secolo d.C., valorizzando, in particolare, i più recenti restauri che hanno interessato alcuni pavimenti, da quelli dell’aula meridionale del Battistero al mosaico cosiddetto del Buon Pastore del fondo C.A.L.
Attraverso la rappresentazione degli esemplari più significativi, viene, così, ripercorsa l’intera storia del mosaico ad Aquileia: dai più antichi pavimenti, ancora permeati di tradizione ellenistica, alle più rigide trame geometriche dei successivi mosaici in tessere bianche e nere che pavimentavano le lussuose residenze cittadine, fino alle raffigurazioni policrome che contaddistinguono le fasi più tarde della città. E ancora, i mosaici del grande edificio termale del IV sec. d.C. e, infine le ricche pavimentazioni in marmo, con cui i cittadini più abbienti decoravano le sale più importanti delle loro dimore, a testimonianza degli intensi scambi commerciali che fecero la fortuna di Aquileia.
Fonte: Fondazione Aquileia