
È soddisfatta l’assessore regionale alle Finanze e patrimonio, Barbara Zilli, che ha firmato, d’intesa con il Veneto e l’Agenzia del Demanio, il verbale che sancisce il formale passaggio dallo Stato (e quindi dalla Regione Veneto) alla Regione Friuli Venezia Giulia della proprietà del demanio idrico.
Ma nonostante il passaggio di Sappada al Friuli Venezia Giulia, le sorgenti del Piave sono ancora in territorio veneto.
Lo rende noto il presidente del Veneto, Luca Zaia, riferendo l’esito di un tavolo tecnico guidato dal professor Luigi D’Alpaos, che ha stabilito che è solo convenzionale la collocazione della nascita del «fiume sacro» nel comune di Sappada, dal momento che le sorgenti sono più d’una e interessano principalmente la bellunese Val Visdende, che è nel territorio della bellunese San Pietro di Cadore. Nel comune di Sappada esiste comunque il Rifugio “Sorgenti del Piave”, ai piedi del monte Peralba.
«Chi sostiene che il Piave ora nasce in Friuli e non più nel Veneto – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente Gianluca Bottacin – dice per convenzione una cosa non sbagliata, ma sostiene un falso storico. La commissione, di cui fa parte anche il professor Vladimiro Achilli, docente di Topografia e Cartografia all’università di Padova, e altri esperti tra cui una storica, sta confermando che dal punto di vista idrologico e idraulico va considerata come sorgente quella del bacino più ampio, che in questo caso – conclude – è proprio il ramo della Valvisdende».
Fonte: Regione FVG e Redazione Giro
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