Da sabato 15 ottobre 2011 a domenica 15 gennaio 2012 a Gorizia presso la Sala Espositiva del Palazzo della Torre è visitabile la mostra “Rivelazioni. Quattro secoli di capolavori”.
Quattro secoli di capolavori artistici provenienti da collezioni pubbliche e private, per offrire al pubblico un percorso organico di opere d’arte tra Cinque e Ottocento, in un intreccio di stimoli e confronti, e nel segno della valorizzazione del patrimonio storico artistico e culturale del territorio; intorno a queste premesse ruota la nuova mostra curata ed organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, “Rivelazioni. Quattro secoli di capolavori”.
Un progetto che nasce in stretta collaborazione con la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia e che riunirà, in un articolato percorso, le opere acquisite nel tempo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e quelle provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Trieste.
Il comitato scientifico, che ha coordinato il progetto e curato il catalogo, è composto dalle storiche dell’arte Maria Chiara Cadore, Rossella Fabiani e Maddalena Malni Pascoletti.
Tra le opere più significative della Galleria Nazionale di Trieste si ricordano la pregevole tavola di Lucas Cranach, alta espressione del Rinascimento europeo, alcune tele del Sei e Settecento, una serie di disegni di Canaletto, fulcro della produzione grafica del grande vedutista veneziano, presente anche nelle splendide acqueforti dell’album che Antonio Visentini trasse dai suoi dipinti. A coronamento di questo sguardo sul Settecento si segnala la presenza di due importanti opere di Giovanni Antonio Guardi, tra cui la pala della Madonna del Rosario di Belvedere di Aquileia, esposte in tutto il loro sfavillante splendore cromatico. Oltre al Visentini, il patrimonio della Fondazione è presente con opere dei due secoli che videro la fioritura della città di Gorizia e della Contea, cioé il Settecento con esempi dei prolifici Antonio Paroli e Johan Michael Lichtenreiter, e l’Ottocento documentato dai generi più in voga al tempo: la pittura di storia, quella di genere- come il paesaggio e la natura morta – e sopratutto la ritrattistica, vero spirito dell’epoca, in cui emerge la personalità indiscussa di Giuseppe Tominz.
Biglietto: Gratuito
Orario:
Da martedì a venerdì 16.00-19.00
sabato e domenica 10.00-19.00
lunedì chiuso
Web: Fondazione CaRiGo
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