"Mancano solo poche settimane all'abbattimento dell'ultima barriera sul confine tra l'Italia e la Slovenia. L'entrata dei Paesi dell'Est nell'area Schengen e la libera circolazione delle persone e delle merci comporterà un cambiamento di portata epocale in quest'area. Celebrare qui, oggi, a novant'anni dal tragico evento di Caporetto, il progetto 'Rileggiamo la Grande Guerra' in un clima di amicizia e solidarietà è un fatto di grande importanza".
Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Attività produttive, Enrico Bertossi, introducendo i lavori della seconda giornata del convegno dell'evento "Rileggiamo la Grande Guerra", promosso dalla Regione nel museo di Caporetto, il Kobariski Muzej.
Bertossi, che è intervenuto per la parte italiana assieme al colonnello Ornello Barò, addetto militare dell'ambasciata italiana a Lubiana, ha rilevato come questa sia proprio la giusta occasione per affrontare la rilettura di momenti storici complessi e articolati, "sia per orientare i giovani ai valori della pace come strumento di risoluzione dei conflitti, sia per offrire ai numerosi visitatori dei luoghi della memoria un corretto approccio storico alle vicende di questo secolo".
"Un sereno approccio alla storia della Grande Guerra – ha concluso Bertossi – ha prodotto oggi la fratellanza con i popoli austriaco e tedesco. Auspichiamo di raggiungere il medesimo rapporto anche con i protagonisti della seconda Guerra mondiale".
Al convegno, moderato per parte slovena dallo storico Zeljko Cimpric e parte italiana da Francesco Malgeri, sono intervenuti il sindaco di Caporetto, Rober Kaucic e il prefetto di Tolmino, Zbranko Likar.
La relazione su "La manovra del Comando italiano da Caporetto al Piave" di Antonino Zarcone, trattenuto da motivi familiari, è stata svolta dal generale dello Stato Maggiore dell'Esercito, Michele Torres, che ha tracciato un excursus storico di quelle giornate, evidenziando come tra le cause più gravi alla base dell'esito della battaglia vi fosse stata, oltre a varie problematiche logistiche, l'interruzione del flusso informativo che aveva isolato quasi del tutto le truppe italiane.
Al convegno per la parte scientifica e storica sono intervenuti, tra gli altri, Petra Svoljsak, Zvezdan Markovic, Lovro Galic, Paolo Gaspari, Paolo Pozzato, Alessandro Massignani, Lorenzo Cadeddu.
A margine del convegno "Rileggiamo la Grande Guerra", a cura della Regione, direzione alle Attività produttive, si è svolta la visita al Kobariski Muzej, inaugurato nel 1990 nella casa Masera, immobile del 18mo secolo e che nel 1992 ha conseguito il più alto riconoscimento sloveno per i musei, il Premio Valvasor e nel 1993 il premio del Consiglio d'Europa, come miglior museo europeo.
Aperto tutti i giorni, il museo con le immagini e le sue collezioni riporta i visitatori ai tempi in cui nell'arco di pochi giorni la storia voltò pagina.
La raccolta, suddivisa in dodici locali, illustra in particolare l'operazione conclusiva condotta sul fronte dell'Isonzo, cioè la 12ma battaglia dei giorni 24 ottobre – 9 novembre 1917. Cimeli, fotografie, documenti danno conto della più famosa ed imponente battaglia nella storia dell'umanità, nella quale si trovarono ammassati 615.000 soldati italiani e austriaci e più di 5900 cannoni di ogni calibro.
Particolarmente suggestiva la sala della riproduzione plastica dell'alto Isonzo, una delle più grandi d'Europa, dove è raffigurato lo schieramento delle forze armate alla vigilia dell'attacco decisivo, cioè il 23 ottobre 1917. Lo scontro finale si è rivelato come la più importante battaglia su territorio montuoso, oltre che la prima azione riuscita di guerra-lampo (blitzkreig) nella storia bellica.
Fonte: ARC
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