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Outlet: oltre la destinazione turistica

 

L’esperto del settore, Cesare Nonnis Marzano: “In Italia il comparto presenta una sovra capacità di offerta. La tendenza del futuro potrebbe essere quella di creare strutture più piccole in termini dimensionali, che servano un bacino capiente e adiacenti a realtà turistiche“. Cinesi e russi rappresentano i mercati top spender

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Oltre la destinazione turistica. Il mondo degli outlet si interroga su quale strada intraprendere in futuro per lo sviluppo turistico. Ma è un terreno delicato nel quale muoversi: le marginalità sono basse, mentre i costi sostenuti dagli operatori per realizzare piani turistici si alzano. “Se si parla solo in termini di comunicazione e promozione – afferma l’esperto del settore, Cesare Nonnis Marzano – al piano turistico viene destinato un 10-15% del budget di spesa destinato sia a iniziative b2c che b2b. Al contrario, se si organizzano progetti incoming per attrarre turisti ad hoc questa percentuale può superare anche il 40%”.
Attualmente però, osserva il manager, “in particolare in Italia, il settore outlet presenta una sovra capacità di offerta. Per il futuro la tendenza potrebbe essere quella di creare strutture più piccole in termini dimensionali, che servano un bacino capiente e adiacenti a realtà turistiche”.
All’interno dei villaggi dello shopping cresce del 54% la spesa turistica e vale il 16,63% del mercato del tax free shopping, come rilevano i dati Global Blue: cinesi e russi rappresentano i bacini top spender e detengono il 50% della spesa per i mercati extraeuropei.

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Fonte: GV