Oasi di Fleons-Pierabech, nuovo progetto di valorizzazione. Ipotizzato un giardino alpino
Monitoraggio della flora e utilizzo del centro visite di Sigiletto per attività di studio e ricerca.
Partirà da queste prime attività, condivise tra Provincia di Udine e Comune di Forni Avoltri, una nuova progettualità mirata a un’ampia e innovativa valorizzazione dell’oasi faunistica di Fleons-Pierabech.
Delle ipotesi di lavoro e delle possibilità di sviluppo in chiave naturalistica, hanno discusso nei giorni scorsi il presidente Pietro Fontanini e il primo cittadino Manuele Ferrari.
Coinvolta direttamente in questo progetto, per quel che riguarda palazzo Belgrado, sarà l’unità operativa “Orto Botanico e risorse naturalistiche” che istituzionalmente, nella sede udinese del centro studi, svolge funzioni di conservazione di piante di flora notevole del Friuli, effettua attività divulgative per le scuole, ospita studenti universitari per tirocini (una decina per complessive 2500 ore di stage) ed è in contatto per interscambi di sementi con orti botanici a livello mondiale.
Primo step della collaborazione sarà il finanziamento da parte dell’amministrazione provinciale di una borsa di ricerca a favore di un laureato dell’Università di Udine con l’obiettivo di monitorare l’oasi faunistica di Fleons dal punto di vista botanico.
“Un’attività – ha rilevato Fontanini – da effettuarsi in un’area ambientale tra le più belle e suggestive delle Alpi Carniche in cui la Provincia di Udine svolge funzioni di controllo della fauna che ci permetterà di approfondirne la conoscenza dal punto di vista botanico anche a scopo conservativo e di pianificazione”.
Oltre all’utilizzo della struttura di Sigiletto da parte di ricercatori e studenti coinvolti nelle future attività di monitoraggio, Provincia e Comune hanno l’intenzione di coinvolgere i proprietari per recuperare la casera Sissanis di Sopra, oggi dismessa, per farne un centro di attività in loco (raccolta piante, studio, ricerca, analisi) e conservazione, nonché base logistica per i guardiacaccia della Provincia impegnati nel controllo dell’oasi.
Uno step successivo, per il quale si rende necessario il coinvolgimento di più soggetti e partner finalizzato ad una progettazione europea, sarà quello di realizzare attorno alla casera Sissanis un giardino alpino e un percorso didattico-naturalistico.
“Ecco che questa parte dell’oasi dove scorre il rio Sissanis – specifica Fontanini – diverrebbe ulteriore elemento di richiamo per escursionisti, studenti ed esperti di botanica”. In 20 metri di dislivello, infatti, a una quota di circa 1700 metri di altitudine, con la presenza del rio Sissanis e di rocce caratteristiche, verrebbero ricreati gli ambienti che si sviluppano normalmente in 400 metri di dislivello.
Per poter raggiungere questo obiettivo, sarà necessario acquisire una porzione di terreno di 1500-2000 metri quadrati, rendere fruibile la casera oltre che per attività didattiche e di ricerca anche per magazzino e ricovero attrezzature e pernottamento. Anche la strada forestale proveniente da Fleons verso Sissanis bassa dovrà essere sistemata alla pari della mulattiera che congiunge Sissanis bassa e alta.
Il sindaco Ferrari, dal canto suo, nel ringraziare la Provincia e in particolare il Presidente per la costante attenzione dimostrata nei confronti della montagna, auspica che “questo progetto vista l’importanza e l’impatto positivo a livello occupazionale e promozionale per il nostro territorio, venga condiviso e supportato anche dalla Regione. Condivisione che potrà risultare fondamentale per poter acquisire fondi europei a sostegno di questa ambiziosa iniziativa”.
Fonte: Provincia di Udine
