Cultura d’alta quota. Così si può sintetizzare l’evento “Note e Parole in Rifugio“, una serie di incontri musicali, letterari e culturali presso i rifugi delle Alpi Orientali, che Assorifugi del Friuli Venezia Giulia organizza da sabato 9 luglio a domenica 11 settembre 2011 sulle vette alpine e dolomitiche di Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale.
“Note e Parole in Rifugio” è una manifestazione che per la parte musicale si tiene da quindici anni. La sezione letteraria e culturale in senso più ampio è invece giunta alla sesta edizione.
Si compone infatti di “Note in Rifugio” e “Parole in Rigugio” le cui specifiche sono riportate qui di seguito.
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15^ edizione di NOTE IN RIFUGIO Incontri Musicali presso i Rifugi delle Alpi Orientali estate 2011
“L’itinerario alpinistico-musicale di quest’anno propone agli appassionati nuove musiche, per dar voce e suono ai magici paesaggi della montagna che circondano i rifugi, e creare nuovi motivi di attrazione verso quelle mete tanto care che Assorifugi in tal modo tende a valorizzare” – il curatore della rassegna – Paolo Pellarin.
Domenica 7 agosto ore 14.00 – Rifugio Calvi, Sappada BL – Gianni e Erica Fassetta – violino e fisarmonica
Celebre virtuoso della fisarmonica, Gianni Fassetta è da anni il protagonista indiscusso delle tante manifestazioni di ogni genere e livello, di cui è ricco il suo straordinario curriculum.
Classificatosi al primo posto in quindici concorsi nazionali e internazionali, ha partecipato a registrazioni Rai Tv, reti nazionali e straniere. Laura Escalada Piazzolla, vedova del noto compositore, dopo averlo ascoltato al Teatro Colon di Buenos Aires, lo ha collocato tra i migliori interpreti della musica del marito. Per l’occasione suona in duo con la figlia, giovane e già affermata violinista, un programma di musiche classico-leggere comprendente brani di autori famosi, colonne sonore e gli immancabili tanghi di Piazzolla e di altri musicisti sudamericani
Domenica 14 agosto ore 16.00 – Rifugio Tolazzi, Collina di Forni Avoltri UD – MAC Saxophone Quartet (Stefano Pecci saxofono soprano, Luis lanzarini saxofono contralto, Alex Sebastianutto saxofono tenore, Velentino Funaro saxofono baritono)
Quartetto costituito da musicisti che vantano numerose ed importanti collaborazioni musicali in Italia e all’estero che, in occasione di questo concerto, presenterà il suo ultimo lavoro discografico.
Un viaggio che si muove dalle trascrizioni d’autore di musica antica -come Pagine di Salvatore Sciarrino -fino alle ipnotiche sonorità minimaliste di Michael Nyman in Song for Tony o Cycles di Pepito Ros. A dare la possibilità al saxofono di esprimere la sua grandissima versatilità timbrica sarà l’omaggio alla musica latina di Aldemaro Romero e alle magiche sonorità greche della Suite Ellenica.
Venerdì 21 agosto ore 14.00 – Rifugio Grego, Malborghetto Valbruna UD – Quartetto con Fuoco (Arnaud Ghillebeart, Erell Julien violino, Cyril Simon violoncello, Heidi Cecone contrabbasso, Simone Chaize voce recitante)
Creato dalle prime parti dell’Ensemble Instrumental Vibrations, il gruppo è composto da due violini, un violoncello e un contrabbasso.
Il Quartetto non si limita a l’interpretazione del repertorio classico, ma desidera creare e diversificare la scelta dei brani grazie a nuove composizioni e arrangiamenti scritti espressamente per lui. Il programma del concerto prevede l’esecuzione delle musiche di scena per il Peer Gynt del compositore norvegese Grieg, particolarmente colorite e ricche di celebri melodie animate da vivaci suggestioni naturalistiche.
Domenica 11 settembre ore 15.00 – Rifugio Dal Piaz, Sovramonte BL – I.F.-two & a Rich. bass (Fabio Calzavara sassofoni, Isaac Demartin chitarre, Riccardo Carli basso e contrabbasso)
“I.F-two” è il laboratorio creativo di Fabio Calzavara e Isaac Demartin, un ambizioso progetto rivolto ad esplorare il mondo della musica cercandone i confini per andarci oltre. Tutto ha inizio nel 2007 quando i due musicisti si incontrano nella classe Jazz di Pietro Tonolo; da allora è costante ricerca da cui emergono atmosfere sognanti e sospese come se fossero a contatto con le stelle della notte di San Lorenzo. Nel 2011 il progetto si arricchisce della collaborazione di Riccardo Carli, uno dei più particolari e creativi bassisti nel trevigiano. I brani del repertorio sono tutte composizioni originali del gruppo.
La partecipazione ai concerti è gratuita
In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno del rifugio
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6^ edizione di PAROLE IN RIFUGIO Incontri Letterari presso i Rifugi delle Alpi Orientali estate 2011 – curatore della rassegna Luciano Santin
Sabato 9 luglio, alle ore 14.30 – Rifugio Tita Piaz, Passo Pura – Ampezzo UD – Lectio di LIVIO POLDINI su Montagne e cemento, l’assedio delle città alle terre alte.
La distruzione dell’ambiente naturale del Bel Paese continua, ben oltre le necessità, per gli interessi delle lobby industriali. Ogni giorno in Italia, si asfaltano o cementificano 161 ettari di terreno «alterando gli equilibri ecologici e tettonici… con esondazioni valanghe e altre traumatiche alterazioni del suolo» (come denuncia Salvatore Settis, a lungo al vertice della Normale di Pisa) e causando danni quantificati dall’Ispra in almeno 5 miliardi di euro. L’urban sprawl e i modelli urbani hanno contaminato i monti, e del 2011 “anno dei boschi” Unesco nessuno si è ancora accorto..
Mercoledì 3 agosto, alle ore 20.00 – Rifugio F.lli De Gasperi, Prato Carnico UD – Proiezione del film “Ignazio Piussi, montanaro, alpinista, esploratore” di Nereo Zeper, e, a seguire, discussione con il regista sul tema Che cosa resta dell’alpinismo di Ignazio.
«Il migliore alpinista d’Italia, in assoluto», lo aveva definito, negli anni ’60, Emanuele Cassarà. Giudizio poi confermato da Reinhold Messner, suo compagno al Lhotse:«Nessuno allora in Italia poteva eguagliarlo». Non professionista, anarcoide e disinteressato, Piussi è stato un esponente dell’alpinismo classico cui rimanevano ancora cime e versanti da affrontare. Per scarsa autopromozione e marginalità geografica è stato valorizzato molto meno di quanto meritasse. «Si nasconde, la gente non lo conosce, i giornali lo ignorano», «La fama lo seguiva a bassa voce, quasi fosse un moribondo», ricordano, ancora, Cassarà e Messner.
Sabato 20 agosto, alle ore 18 – Rifugio Corsi, Cave del Predil UD – Fabulieren di Paolo RUMIZ sull’argomento Scrivere con i piedi, dedicato al rapporto tra lo slow foot sul territorio, la riflessione, la restituzione scritta delle esperienze.
«Un disgraziato si arrabatta perché non vuol perdere nemmeno un minuto se condo e non si accorge che, così facendo, perde una vita», scriveva Giovanni Guareschi nel 1953, quando andavamo piano. Oggi la cifra della nostra civiltà sembra essere l’accelerazione: si tratti di lavoro o ricreazione, l’importante è arrivare, non andare. Una smania di velocità non ha naturalmente risparmiato l’alpinismo. Chapeau per Üli Steck e la sua Eiger Nordwand in due ore e tre quartima c’è da chiedersi che cosa rimanga di un’esperienza del genere oltre alla straordinaria prestazione e al record. Per chi riesce a recuperare il tempo e lo spazio interiore necessari all’ascolto, le strade “cantano” ancora, come diceva Chatwin.
Domenica 21 agosto, alle ore 11.00 – Rifugio Pellarini, Malborghetto – Valbruna UD – Incontro con Andrea Zannini sul tema Il CAI e l’Unità d’Italia: 150 anni di uso politico-nazionale dell’alpinismo.
Il CAI sta per compiere 150 anni, in parallelo con la fondazione dello Stato. Prima associazione dell’Italia unita, pensata quale palestra fisica e morale per la giovane classe dirigente, ha condiviso nel bene e nel male le vicende del Paese, subendo una sorta di militarizzazione (incluso a forza nel Coni, era presieduto dal viceministro alla Guerra fascista). Per la contiguità con gli Alpini, ha spesso risentito di un nazionalismo dimentico dell’importanza avuta dalla montagna nella Guerra di Liberazione.
Sabato 27 agosto, alle ore 16.00 – Rifugio Giaf, Forni di Sopra UD – Rose rosse a 4000 metri. Performance di letture alpinistiche di Massimo Somaglino sul “caso Frêney”, cinquant’anni dopo.
Nel luglio ’61 si consuma una delle più note tragedie dell’alpinismo moderno. Sul Monte Bianco una cordata francese guidata da Pierre Mazeaud, futuro ministro a Sport e Jeunesse, e una italiana, condotta da Walter Bonatti, si uniscono per affrontare il Pilier du Frêney, tra gli ultimi problemi delle Alpi. Ma una bufera di straordinaria intensità costringe alla ritirata, tragico calvario alla rovescia per Kohlmann, Vielle, Guillame e Mazeaud (il solo francese a salvarsi) e per Bonatti, Gallieni e Oggioni (che anch’egli lascerà la vita lassù). L’epopea verrà segnata poi da velenose polemiche, e da strascichi sgradevoli, innescati dalla corsa alla “parete che aveva respinto Bonatti”. A leggere le diverse versioni dell’accaduto, si compone una sorta di Rashomon alpinistico.
Domenica 28 agosto, alle ore 11.00- Rifugio Venezia, Vodo di Cadore BL – Tutto lo splendore dell’universo ai miei piedi, proiezione di “Doppio sogno all’equatore” e dialogo tra Giorgio Gregorio e Luciano Santin su Felice Benuzzi, autore di “Fuga sul Kenya” e fondatore di Mountain Wilderness.
Nel 1943 il triestino FB, già campione di nuoto e arrampicatore di vaglia (ha scalato con Comici), è arrestato dagli inglesi e internato nel campo di Nanyuki dove concepisce l’incredibile idea di fuggire per scalare il monte Kenya assieme a due compagni. Malgrado la mancanza di una carta, l’assenza di sentieri, il pericolo delle fiere, malgrado la tormenta e le febbri, riesce a toccare la Punta Lenana, a quota 5000, e a tornare alla salvezza, cioè alla prigionia, dopo diciassette giorni. Lo spirito sportivo dell’impresa è apprezzato, e il breve periodo di isolamento da scontare risulta “sibaritico”, come Benuzzi racconta nel suo “Fuga sul Kenya”, divenuto testo di lettura per le scuole dell’obbligo britanniche e copione per una documentario e due film, l’ultimo dei quali è appunto “Doppio sogno all’Equatore”, realizzato da Carlo Alberto Pinelli, presidente nazionale MW.
Domenica 4 settembre, alle ore 17.30 – Rifugio Casa Alpina Julius Kugy, Valbruna UD – Conversazione con don Pierluigi Di Piazza e don Mario Vatta sul concetto di Trovare rifugio, in senso alpinistico e non.
Dai tempi di Ötzi la montagna è terra di rifugio. Grande storia e vicende individuali intrecciano percorsi che passano per la fine dell’impero romano, le persecuzioni contro i valdesi, la guerra sui crinali, la Resistenza. Ma le terre alte hanno dato anche ricetto a quanti hanno cercato di salvarsi dal contagio durante le grandi epidemie urbane. E protetto disertori, bracconieri e contrabbandieri, fuorilegge spesso necessitati. Oggi, playground e luogo di scampo per lo spirito, l’arco alpino offre spazio a molti rifugiati, disposti ad accollarsi lavori spesso rifiutati dai giovani montanari. Ma il concetto di rifugio va ben oltre questo…
Info web: Assorifugi