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Modifiche alla legge sull’agriturismo in Friuli Venezia Giulia: in regione 450 agriturismi

Cliccare per ingrandireModifiche alla legge regionale sugli agriturismo: ce ne sono ben 450 in Friuli Venezia Giulia.
Sono state illustrate alla II Commissione consiliare dall'assessore alle Risorse agricole e contenute in un disegno di legge che in pratica ricalibra e integra quanto già descritto e stabilito da una normativa regionale datata 11 anni fa.

Regione, associazioni di categoria ed Ersa (l'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) puntano in particolare a una rettifica sostanziale, e cioé al ritocco all'ingiú della percentuale dei prodotti destinati alla vendita che devono essere obbligatoriamente di origine aziendale (o acquistati da altri imprenditori agricoli, purché della regione, o dai Consorzi di tutela dei marchi Dop, Igp, Do e Igt sempre del Friuli Venezia Giulia), percentuale che passerebbe dall'attuale 85 all'80%.

Una correzione figlia del gran numero di contestazioni (il 70%, infatti, delle sanzioni è legato proprio allo sforamento di tale percentuale) rilevate dall'Ersa, l'ente preposto ai controlli.

Viene quindi ampliata la gamma dei prodotti necessari alla preparazione degli alimenti e alla somministrazione di pasti e bevande, con la precisazione che l'acqua minerale va considerata a sé (esclusa, quindi, da ogni computo in percentuale).

Novità assoluta, l'elencazione delle attività che rientrano nell'agriturismo (ad esempio, le fattorie didattiche, l'organizzazione di escursioni e attività ricreative, sportive, culturali e venatorie, la vendita dei prodotti, il noleggio di biciclette e mezzi nautici, tutti servizi inesistenti 11 anni fa) e la riorganizzazione delle degustazioni organizzate nelle aziende agricole aderenti – o anche no – alle Strade del vino.

In piú, tra le altre correzioni proposte, l'impossibilità di dare in gestione l'azienda a terzi, la definizione delle piscine – fino a una superficie di 100 metri quadrati – come strutture a uso privato (e quindi con deroga alla costruzione di strutture accessorie quali spogliatoi, impianti tecnologici aggiuntivi e alla presenza di un assistente bagnanti – cioè il vecchio bagnino – abilitato), l'obbligo del mantenimento dell'attività agrituristica per 5 anni nel caso di incentivi relativi all'acquisto di arredi e attrezzature, per 10 anni invece in caso di interventi strutturali.

E, ancora, vengono individuati alcuni territori svantaggiati in quanto ad agevolazioni sulle percentuali obbligatorie di prodotti aziendali; in tal modo viene ristabilito un trattamento paritetico per i territori carsici della provincia di Gorizia equiparandoli a quelli della provincia di Trieste.

Prendendo spunto poi dalla normativa nazionale, tra i motivi di revoca dell'autorizzazione comunale all'esercizio dell'attività viene citato il mancato mantenimento nel tempo del rapporto di connessione e complementarietà tra la stessa attività agrituristica e quella agricola dell'azienda in questione.

Capitolo sanzioni: chi sarà sprovvisto dell'autorizzazione comunale, oltre a chiudere dovrà pure pagare una multa tra i 1000 e i 5000 euro. Ancora una precisazione: quanto vale per l'imprenditore agricolo vale anche per chi si dedica all'ittiturismo.

Infine, la Commissione ha deciso di effettuare delle audizioni prima dell'esame del disegno di legge e le ha messe in calendario mercoledí 16 maggio, a partire dalle 10.00.

Fonte: ASG