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Lo Stato valorizza Palmanova e il castello di Gradisca d’Isonzo

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Castello di Gradisca d’Isonzo
L’assessore regionale alla Pianificazione territoriale e Edilizia, Mariagrazia Santoro, ha firmato a Udine l’atto di intesa per la promozione di un percorso di valorizzazione del Castello di Gradisca.L’atto è stato siglato tra la Regione, l’Agenzia del Demanio, rappresentata dal direttore Roberto Reggi, il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo – MiBACT, rappresentato dal funzionario Maria Cristina Cavalieri e il Comune di Gradisca d’Isonzo, con il sindaco Linda Tomasinsig.

L’accordo sottoscritto tra i quattro enti prevede l’istituzione di un tavolo tecnico operativo che avrà i compiti di struttura unica per l’attuazione del programma di valorizzazione del castello, di proprietà statale, ma sul quale il Comune e la Regione hanno interesse a sviluppare un progetto di recupero e riutilizzo dell’immobile, attraverso il coinvolgimento anche di soggetti privati.

“E’ un atto importante proprio perché fondato sulla sinergia tra più enti di diverso livello amministrativo”, conferma Santoro che aggiunge: “l’avvio di accordi con l’Agenzia del Demanio ci consente finalmente di condividere le finalità d’uso e le modalità di valorizzazione di beni statali che riversano un grandissimo significato storico e culturale per il nostro territorio. Il recupero dovrà tener conto della storia del complesso del Castello di Gradisca d’Isonzo e considerare la relazione dello stesso con il tessuto urbano e naturale dell’area, rispettando l’integrità materiale del bene e i suoi caratteri di interesse storico artistico, di pregio ambientale”.

L’accordo mette in pratica le disposizioni previste dal Decreto legge “Sblocca Italia” del 2014 che ha introdotto “Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio” per favorire la concertazione con gli enti locali delle modalità di manutenzione, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di aree del territorio urbano o extraurbano.

Il direttore dell’Agenzia del Demanio Reggi ha sottolineato come “la Regione Friuli Venezia Giulia sta dimostrando una particolare attenzione alle operazioni di recupero e valorizzazione del patrimonio immobiliare statale presente sul proprio territorio”. A Reggi ha fatto eco la sindaca di Gradisca d’Isonzo, Linda Tomasinsig, che ha commentato “come questo rappresenti un giorno importante per la città. Inizieremo a lavorare subito”.

L’accordo prevede che le quattro amministrazioni forniscano, ciascuna per le proprie specifiche competenze, un supporto nelle analisi di fattibilità tecnica ed economico-finanziaria dell’operazione di recupero e valorizzazione, mettendo a disposizione tutte le informazioni e la documentazione tecnico-amministrativa di cui le Amministrazioni stesse dispongano. Comune e Regione dovranno garantire la conformità e la coerenza urbanistica dell’iniziativa di valorizzazione, favorendo le procedure tramite il ricorso ad un accordo di programma. Al MiBACT spetterà fornire gli indirizzi programmatici e le indicazioni per lo sviluppo dei progetti, che andranno elaborati esclusivamente sulla base di “buone pratiche” di tutela e conservazione. L’Agenzia del demanio, una volta conseguita la conformità urbanistico-edilizia delle nuove destinazioni d’uso del Castello, darà avvio alle attività di propria competenza, tra cui l’esplorazione del mercato degli investitori privati.

Alla firma del documento ha fatto seguito una tavola rotonda a cui hanno partecipato anche i sindaci di Tarvisio, Sacile, Udine, Trieste, Palmanova, Cividale, Monfalcone, Gorizia e Gradisca, ovvero dei Comuni su cui sono presenti beni demaniali oggetto di accordi di valorizzazione simili a quello sottoscritto per il castello di Gradisca.

 

Palmanova

Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Palmanova e Stato si alleano per valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico della città-fortezza, come premessa per arrivare a una riqualificazione e rivitalizzazione complessiva del tessuto urbano, ma anche sociale ed economico. È questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa per la promozione di un “Programma unitario di valorizzazione territoriale di immobili pubblici” (Puvat) previsto dalle leggi nazionali, presentato a Palmanova.A firmare il documento in forma digitale sono stati il ministro dei Beni e delle Attività culturali (Mibact) Dario Franceschini, la presidente della Regione Debora Serracchiani, il sindaco di Palmanova Francesco Martines e il direttore generale dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi. Alla presentazione dell’accordo erano presenti, assieme a Martines e Roggi, l’assessore regionale alle Finanze e Patrimonio Francesco Peroni.

“Il protocollo oggi siglato – ha detto l’assessore Peroni – è un esempio di buona pratica tra Amministrazioni pubbliche. Si tratta, in sintesi, di un’alleanza tra Stato, Regione, Comune e Agenzia del Demanio, che si tradurrà in un coordinamento tecnico e operativo, capace di mettere a fattor comune progetti e risorse, pubblici e privati”.

“L’obiettivo condiviso – ha aggiunto l’assessore regionale – è di restituire alla collettività un bene storico e monumentale, la città fortezza di Palmanova, legittimamente considerato patrimonio culturale europeo. Dall’alleanza sancita oggi comincia l’impegnativo percorso di recupero di questa straordinaria realtà urbana e, con esso, assume concretezza la prospettiva di sviluppo, culturale ed economico, del territorio interessato e della regione tutta.”

Quello di oggi è infatti solo un primo passo di un percorso di valorizzazione della città-fortezza. Si punta infatti a inserire Palmanova tra i sentieri culturali promossi dalla Commissione Europea e nel patrimonio Unesco. Per questo la presidente Debora Serracchiani ha ottenuto, nel corso di un incontro che si è tenuto a Roma nei mesi scorsi, la disponibilità del ministro Franceschini a definire un ulteriore Protocollo d’intesa con il Mibact in modo da poter accedere alle risorse nazionali ed europee necessarie.

Il Puvat parte da un presupposto: gli immobili pubblici, di proprietà del Comune e dello Stato, rappresentano circa la metà della superficie fondiaria complessiva di Palmanova, a cui si aggiungono le mura e i bastioni. Le proprietà inserite nel Puvat sono fra l’altro, per lo Stato, i bastioni, le Porte Borgo Udine e Borgo Cividale, il Laboratorio di artiglieria e la caserma Montezemolo; per il Comune, la Porta Aquileia, le Polveriere napoleoniche, le ex caserme, l’ex tribunale e l’ex Monte di Pietà, la Casa della loggia e della Gran guardia e la Loggia degli alabardieri.

Il Comune ha già valutato alcune linee di intervento per quanto riguarda le sue proprietà, mentre l’Agenzia del Demanio intende razionalizzare e ottimizzare il patrimonio immobiliare statale che si trova a Palmanova e non più utile per fini istituzionali.

Grazie al Puvat, con il quale le parti definiscono i reciproci impegni, potrà essere costituito un Tavolo tecnico operativo composto dai rappresentanti delle quattro amministrazioni coinvolte (Regione, Comune, Agenzia e ministero) con compiti di coordinamento e di promozione di studi di fattibilità.

 

Fonte: Regione FVG