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Partiamo, allora, da un piccolo e tranquillo borgo medioevale, Strassoldo (dal tedesco Strasse holt = controllare la strada, strasse), 800 abitanti circa oggi, 250 ancora nel 1600, tre chiese, san Marco quale cappella palatina dell'omonima famiglia comitale che da circa mille anni vi abita, san Nicolò, dove si è sposato Radetzky con Francesca Romana di Strassoldo, il cui stemma a fasce orizzontali oro e nero è uguale al casato di Sassonia.
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Noi visiteremo la chiesetta più piccola e più antica, Santa Maria in Vineis.
Costruita forse tra le vigne probabilmente tra XII e XIII sec., contiene al suo interno un ciclo di affreschi del 1360 circa con storie di Maria tratte dai vangeli apocrifi.
Dalla cacciata di Anna e Gioacchino, all'annunciazione e nascita di Maria, la Natività, la fuga in Egitto con S. Giuseppe che raccoglie i datteri dalla palma con il mantello.
Proseguiamo ora in direzione Palmanova, svoltando a sinistra verso Codroipo.
Lungo la strada detta "napoleonica", raggiungeremo il piccolo centro di Griis di Bicinicco, dove si trova un'altra piccola perla campagnola: la chiesetta di S. Andrea (indicazioni lungo la strada).
Sempre a navata unica, piccola e senza campanile, all'interno troveremo un altro ciclo di affreschi del 1531, definito "la Bibbia dai poveri".
E' rimasta miracolosamente intatta, le storie sono tratte dal vecchio e dal nuovo testamento, dalla creazione ai diluvio universale, il lavoro della terra con le rape, che qui servono per fare la "brade", brovada, piatto tipico con cotechino e polenta, all'Ultima Cena con i gamberi di fiume, tradizione del posto che oggi non c’è più.
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Adesso passiamo ad un altro piccolo paese agricolo, Santa Maria la Longa, dallo sloveno "logija" boschi.
Oggi è intitolata a San Giovanni Bosco, ma San Floriano è anche piuttosto diffuso qui da noi. Era un ufficiale dell'esercito romano che, arrivato ai gradi più alti si converte e verso i 50 anni subisce il martirio. E' spesso raffigurato col secchio, colmo di acqua o latte, mentre spegne incendi, ma rappresenta, soprattutto l'interscambio delle tradizioni legate ai santi, essendo famoso anche in Austria e Baviera.
Passando dall'altra parte della statale n. 352, in direzione Trivignano Udinese, arriveremo a Clauiano, uno dei borghi rurali più belli d'Italia. Qui, in mezzo alla campagna, sopravvive ancora consacrata la chiesetta dedicata a San Marco, al quale si fa riferire la cristianizzazione di Aquileia. I primi documenti risalgono al XIII sec. forse è più antica, rimangono lacerti di affreschi, ma i posti a sedere sono ancora quelli lungo il perimetro dei muri, come nelle chiese orientali…
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Ritornando verso il mare, meritano ancora una visita San Nicolò della Levada a
Ruda, e San Martino nell'omonima frazione di Terzo di Aquileia.
Costruita con materiale di recupero romano, San Nicolò della Levada apparteneva ai monaci ospitalieri, poi Cavalieri di Malta. Siamo lungo le vie dei pellegrini verso la Terrasanta.
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San Martino è un miscuglio di affreschi di varie epoche, dal XIII al XIV sec e oltre, e sorge su un terrapieno, probabilmente su una torre di guardia di età romana, li vicino scorre un fiume.
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Per concludere, abbiamo scelto Titiano, dove sorge la chiesetta della Madonna della Neve, che si festeggia il 5 di agosto, e che si trova vicino al vecchio porto dei Cavalieri Teutonici.
Nella nostra regione, le chiesette campestri sono un patrimonio di circa 800 siti, quelle citate sono solo alcune con le intitolazioni più importanti, ma non mancano S.Michele, S.Girolamo, S.Leonardo, S.Giorgio, S.Pietro, S.Cecilia, S.Maria Maddalena, Sante Sabide – il sabato, unica zona in Italia con chiesette dedicate al culto del sabato, sopravvissuto tino al 1499, quando un editto del Patriarca di Aquileia, Domenico Grimani, veneziano, impone di festeggiare la domenica.
Ideazione e testo: Roberta Bressan Grado
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