Domani, giovedì 14 gennaio alle 11.30, negli spazi della Sala Bianca del Comune di Gorizia, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione dell’anteprima nazionale del film “La Terra nel Sangue”, del giovane regista Giovanni Ziberna, prodotto dalla casa di produzione e distribuzione cinematografica Sine Sole Cinéma.
All’incontro prenderanno parte il sindaco Ettore Romoli, il regista Giovanni Ziberna, l’attrice Sarah Maestri, il produttore esecutivo Mattia Vecchi, la sceneggiatrice Valeria Baldan, l’assessore comunale Guido Germano Pettarin e l’assessore comunale Antonio Devetag.

La pellicola verrà proiettata alle 20 al Kinemax di Gorizia, introdotta dal produttore esecutivo Mattia Vecchi e dallo stesso Ziberna, assieme al cast e alle autorità cittadine.
“La Terra nel Sangue” film del cinema indipendente, -prodotto nel 2008 dallo stesso Ziberna, da Mattia Vecchi e da Valeria Baldan-, dopo la presentazione nella capitale lo scorso anno e dopo essere stato recensito da numerosi critici, suscitando peraltro notevole interesse, può finalmente tagliare il suo traguardo più importante, quello della distribuzione su tutto il territorio nazionale.
In quest’opera delicata e a cui fa da protagonista indiscusso il Friuli Venezia Giulia, troviamo un cast variegato, in cui si affiancano personaggi autoctoni a talenti del teatro e del cinema nazionale tra i quali spicca il volto di Sarah Maestri, già conosciuta sul grande schermo per film come Notte prima degli esami, Notte prima degli esami oggi e per aver recitato ne “I cavalieri che fecero l’impresa” di Pupi Avati.
Il lungometraggio realizzato seguendo i tempi della natura, traccia armonicamente un filo che unisce le storie dei personaggi con quelle di un territorio che in questo film si racconta attraverso lo sguardo attento del giovane cineasta Giovanni Ziberna, figlio d’arte del mostro sacro del cinema d’autore Ermanno Olmi, apprezzato dalla critica per la sua spiccata sensibilità nel cogliere i dettagli e per una poetica che non lascia indifferenti.
Il minimalismo di cui è carica la pellicola mostra il Friuli Venezia Giulia di ieri ed oggi, aprendo le porte di un territorio intriso di bellezza e poesia.
“… Trovo che questo territorio emani un’energia molto forte, -ha dichiarato Ziberna- Io ci sono entrato con la curiosità e la voglia di scoprire di uno straniero e il cuore di chi sente le sue radici in questa terra. Spero solo di esser riuscito a trasmettere sulla pellicola un po’ di quell’anima che si respira da queste parti e che ci ha accolto e accompagnato durante tutta la realizzazione del film.”
Il lungometraggio, strutturato in quattro episodi scanditi dall’alternarsi delle stagioni, si snoda a partire dall’affascinante cornice di Grado, dove l’inverno accompagna un adolescente che si trascina nell’insofferenza per il luogo in cui vive rimanendo intrappolato in una scelta difficile: il legame con la propria terra o la pulsione a fuggire verso Roma, la grande metropoli.
La primavera vede invece nascere una delicata storia d’amore, complice il fiume Isonzo, che lambisce un territorio che si racconta, e in cui la terra – principale protagonista del film – ritrova qui tutta la sua mutevole bellezza, collante fondamentale che lega a doppio filo le vicende.
L’episodio estivo è ambientato sui rinomati vigneti del Collio dove l’attesa del protagonista si specchia nei cicli della natura, rievocando un passato che diventa stato emotivo sepolto nella memoria.
L’autunno si chiude sul Carso, dove il ricordo della Grande Guerra è ancora vivo e dove i cinque bambini che giocano fra le vecchie trincee lanciano un messaggio di contemporaneità assoluta.
Fonte: Imago Comunicazione
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