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La Fondazione Crup restituisce a Udine il Palazzo d’Oro

Udine_Palazzo Contarini-Palazzo d'oro_ph Luca Laureati

Il 30 novembre 2012 ad Udine presso la Sala Convegni della Fondazione CRUP, via Manin 15 è stato presentato ed illustrato con immagini il prestigioso volume “Il Palazzo d’Oro nella città di Udine”, che racchiude un messaggio di recupero del patrimonio valoriale più alto del popolo friulano.
La presentazione del volume ha un valore tutto particolare: l’operazione di restauro ha ottenuto l’apprezzabile risultato di restituire alla città di Udine uno dei suoi edifici più suggestivi, situato nella centrale Via Manin, che corre ai piedi del colle del castello ed illumina l’accesso al centro storico di cittadini, turisti e visitatori.
Negli anni la luminosità e il colore delle decorazioni in pietra artificiale di Palazzo Contarini, noto fin dalla sua nascita come il Palazzo d’Oro per le lumeggiature in foglia d’oro, si erano attenuati fino a svanire; un attento ripristino filologico, che si è reso necessario per testimonianza storica, culturale e artistica, restituisce oggi all’edificio la sua luce originaria.

Il palazzo prende il nome dal suo committente, l’imprenditore Giovanni Contarini, il quale lo fece realizzare su progetto del 1906 di Ettore Gilberti (1876-1935), uno degli architetti più amati dalla committenza udinese del periodo. Una volta terminato il palazzo, Giovanni Contarini ne adibì il pianterreno ad attività commerciali, i piani superiori a uffici e abitazioni. Nel 1933, dopo la chiusura della ditta Contarini, l’edificio fu acquisito della Cassa di Risparmio di Udine, che affidò la ristrutturazione degli interni, il completamento della facciata laterale e posteriore alla stesso Gilberti, il quale mantenne nella facciata laterale lo stesso stile del 1906, adottando invece in quella posteriore nuovi stilemi in una semplificazione dell’insieme.  Nel 2005 il Palazzo d’oro fu acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone che già dal 1996 vi aveva fissato la sede, impegnandosi nel far rinascere storia e bellezza del luogo.

Il Palazzo d’Oro presenta, soprattutto nella decorazione, un gusto secessionista, vicino agli artisti friulani del primo Novecento i quali guardavano con attenzione alla città asburgica. L’affinità dell’edificio con i modelli viennesi arricchisce l’interesse architettonico e aggiunge nello stesso tempo un nuovo elemento alla conoscenza del patrimonio culturale e artistico cittadino. Tant’è che l’intervento di restauro, già di per sé un evento significativo, ha acceso un diffuso entusiasmo culturale fra studiosi, artisti, appassionati storici, che ne hanno fatto motivo per dedicare il loro ingegno a un affascinante studio sulla riscoperta di questa “unicità” architettonica del primo Novecento friulano, in un dialogo con la tradizione italiana e con Vienna, inserita in un contesto urbano ricco di storia plurisecolare.
Palazzo Contarini sorge infatti nell’antica contrada di S. Bartolomeo, sulla cui via principale si affacciano edifici di origine medievale rifabbricati in epoca rinascimentale e in periodi successivi, fino alla testimonianza del Liberty.

Attraverso i saggi di Liliana Cargnelutti, Giuseppe Bergamini, Gabriella Bucco, Stefano Tracanelli, il volume “Il Palazzo d’Oro nella città di Udine” documenta non solo la storia del Palazzo Contarini e delle case adiacenti restituiti alla loro bellezza dal recente restauro, ma si apre contestualmente al racconto dell’antica Contrada di S. Bartolomeo, intitolata a Daniele Manin dopo l’unità, fino alla costruzione nel 1906 dell’edificio soprannominato Palazzo d’Oro, da cui inizia un percorso tra le vie di Udine che illustra il gusto architettonico e decorativo dell’epoca.

 “Il meticoloso lavoro di ristrutturazione e la conseguente pubblicazione del volume è un esempio di quanto la Fondazione Crup abbia a cuore la preziosità del patrimonio storico, artistico e culturale della città di Udine e con essa di tutto il Friuli” sottolinea il Presidente Lionello D’Agostini: “E’ con viva soddisfazione che la Fondazione accoglie il frutto dell’appassionato lavoro degli autori di questo volume, ai quali va il ringraziamento più sentito del Consiglio, del Collegio Sindacale, dell’Organo di Indirizzo e mio personale. Oggi consegniamo questo lavoro alla Comunità friulana, che in questo patrimonio immobiliare ritrova una parte significativa delle sue radici storiche e culturali”.

Fonte: Fondazione CRUP