
Tornano le Giornate di Primavera del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che anche quest’anno, sabato 19 e domenica 20 marzo 2016, permetteranno di visitare tanti tesori nascosti del nostro Paese.
Con le Giornate di Primavera del FAI, la storica manifestazione che apre le porte di tantissimi luoghi unici d’arte e natura in tutta Italia, normalmente chiusi al pubblico.
Grazie all’impegno dei volontari e delle Delegazioni FAI, giardini, palazzi, mulini, aree archeologiche e tanti altri beni si sveleranno al pubblico.
L’appuntamento è con la cultura, l’arte e la natura.
Per la 24. edizione delle Giorante FAI di Primavera, a livello nazionale il 2016 prevede oltre 900 visite straordinarie a contributo libero in 380 località in tutte le regioni d’Italia.
Le Giornate FAI di Primavera si confermano così il più importante evento di piazza dedicato ai beni culturali.
In Friuli Venezia Giulia anche quest’anno il catalogo delle aperture è molto vario e ricco di proposte, con 28 visite straordinarie a offerta libera, 3 aperture esclusive e corsie preferenziali per iscritti FAI.
Da Capriva del Friuli a Cividale del Friuli, da Gemona del Friuli a Gorizia, da Palmanova a Pordenone, da Trieste a Udine, saranno tutti luoghi che rappresentano vari aspetti della regione, dall’arte all’industria, dalla vita sociale al paesaggio, resi fruibili ai visitatori grazie all’impegno e alla disponibilità di circa 200 volontari e di 1000 Apprendisti Ciceroni®, studenti delle scuole superiori appositamente formati dal FAI, dai loro professori e da esperti storici e storici dell’arte nel corso dei mesi scorsi, che faranno da guida ai partecipanti.
In due località, le Giornate FAI di Primavera avranno un significato particolare:
• a Gemona del Friuli (UD), dove ci sarà un percorso, sviluppato in collaborazione con il Comune di Gemona, per celebrare il 40° anniversario del terremoto e per raccontare la storia del sisma e della ricostruzione, con l’apertura del Convento di Sant’Antonio, il Duomo di Santa Maria Assunta e il suo Lapidario, il Convento di Santa Maria degli Angeli, la Chiesa Di Santa Maria Del Fossale, il Castello e il Lab Terremoto.
Inoltre, come accaduto 40 anni fa, quando la popolazione di tutta la regione si strinse intorno ai luoghi danneggiati dal terremoto andando in loco a “dare una mano”, durante le prossime Giornate FAI di Primavera un gruppo di giovani volontari del FAI provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia saranno a Gemona per aiutare la Delegazione FAI di Udine a tenere aperti i beni;
• a Trieste, dove verrà straordinariamente aperto il Porto Vecchio, sia nella parte doganale in cui vige ancora il regime di Punto Franco, sia in quella in cui già vige la sospensione, in particolare gli edifici del Magazzino 26, della Centrale Idrodinamica e della Sottostazione Elettrica.
Un progetto realizzato grazie al sostegno dell’Autorità Portuale di Trieste, del Comune di Trieste e della Provincia di Trieste, che renderà visitabile anche aree che pochissime persone hanno avuto modo di visitare nel corso degli anni.
Nella parte doganale la visita sarà effettuata a bordo di bus in partenza ogni 15 minuti, dalle 9 alle 17.15, da Largo Santos fino al Magazzino 26, e sarà obbligatorio prenotarsi via email a gfpfvg@gmail.com o via tel 340-7546609 e 344-1591866 (da lunedì a venerdì, orario 9.30-13 e 15-18) fornendo: Nome, Cognome, Luogo e Data di Nascita, Estremi del Documento di Identità in corso di validità (solo carta d’identità e passaporto, no patente). Le richieste saranno accolte fino a esaurimento dei posti disponibili.
I partecipanti delle Giornate FAI di Primavera avranno quindi modo di ascoltare per la prima volta in maniera dettagliata le vicissitudini dei luoghi simbolo di due momenti di “rinascita” del nostro territorio: uno appunto già avvenuto dopo i due terribili eventi tellurici del 1976, e uno che tutti ci auspichiamo avvenga grazie alla sdemanializzazione del Porto Vecchio.
VEDI IL DETTAGLI DI TUTTI I LUOGHI APERTI IN OCCASIONE DELLE 24. GIORNATE FAI DI PRIMAVERA
Oltre a Gemona e Trieste, in regione verranno anche aperti:
in provincia di Gorizia: a Capriva del Friuli la Fondazione Villa Russiz e a Gorizia la Villa Padronale Della
Famiglia Ritter, la Sede Della Camera Di Commercio Industria Artigianato, Palazzo Attems – Santacroce, la Chiesa
Metodista Protestante
in provincia di Pordenone: a Pordenone il Museo Civico D’arte a Palazzo Ricchieri, l’esterno di Villa Galvani, il
Museo Diocesano d’Arte Sacra e la Galleria Harry Bertoia
in Provincia di Udine: a Cividale del Friuli la Chiesa di San Francesco e la Chiesa Di San Pietro Ai Volti (ex
Monastero Dei Cappuccini); a Palmanova Palazzo Del Monte di Pietà, Palazzo dei Provveditori Generali con annessa Loggia della Gran Guardia e Piramide della Verginità; a Udine Palazzo Antonini-Mangilli, Casa Tinghi, il Convento di San Francesco della Vigna, Palazzo Orgnani, il Rifugio Antiaereo del Giardino Del Torso.
Le aperture speciali riservate agli iscritti FAI in Friuli Venezia Giulia saranno:
a Cividale del Friuli la Chiesa di San Giovanni Battista (ex-monastero di Santa Maria in Valle)
a Udine: il Duomo, la sagrestia dei canonici e la cappella Arcoloniani e Palazzo Orgnani con il suo giardino segreto.
Le Giornate FAI di Primavera sono infatti aperte a tutti, ma un trattamento di favore viene riservato agli iscritti FAI – e a chi si iscrive durante le Giornate.
Difendere e amare il nostro patrimonio artistico e ambientale non riguarda solo noi italiani. Per questo, con il progetto “Arte. Un ponte tra culture” in tutt’Italia verranno riproposte le visite guidate in lingua, ideate per dar modo ai cittadini di origine straniera di servirsi della cultura come ulteriore strumento di integrazione sociale.
Un’iniziativa che favorirà quella comprensione e quella comunanza di spirito così necessaria nel nostro Paese, oggi più che mai.
I luoghi dove saranno proposte queste guide speciali sono circa 140, il doppio dello scorso anno, a riprova del sempre più esteso impegno della Fondazione anche in questo ambito. In Friuli Venezia Giulia visite guidate in lingua inglese, tedesca e slovena a Gorizia e in lingua inglese, slovena e cinese mandarino a Trieste.
PROGRAMMA (Friuli Venezia Giulia)
vedi qui di seguito il programma dettagliato
Scopri un anno di eventi,
paesaggi, immagini,
gusti e sapori del
Friuli Venezia Giulia
PROVINCIA DI GORIZIA
CHIESA METODISTA PROTESTANTE
Gorizia – Via Armando Diaz, 18
Dopo una prima comparsa a Gorizia nel XVI sec., il protestantesimo ricomparve in città solo nel 1819, quando Johann Christoph Ritter, di fede luterana, trasferì a Gorizia, da Trieste, la sua raffineria di zucchero, richiamando dalla Germania molti operai luterani, che formarono il primo nucleo della comunità. I Ritter, oltre a promuovere lo sviluppo economico della città, si preoccuparono di curarne anche l’aspetto sociale e culturale, costruendo strutture di accoglienza per ragazze, poveri, indigenti, con annesse scuole, asili d’infanzia e ospedali. Ritenevano infatti che consentire alle maestranze un accesso al welfare, ne avrebbe migliorato la resa sul posto di lavoro. Ai Ritter appartenevano i terreni su cui nel 1864 fu edificata la chiesa, che rimase luterana fino alla fine della prima guerra mondiale. Con la Grande Guerra i membri austriaci e tedeschi emigrarono verso le terre di origine e nel 1922 la comunità, ormai a maggioranza italiana, aderì alla Chiesa metodista episcopale. La chiesa di Gorizia nel 2014 ha compiuto 150 anni.
Orario sabato 10.00 – 17.30
Orario domenica10.00 – 17.00
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® degli Istituti di Gorizia: Polo Tecnico ISIS “G. Galilei – N. Pacassi – E. Fermi”; Istituto Tecnico Agrario “G. Brignoli” Gradisca d’Isonzo; Polo liceale ISIS “D. Alighieri – S. Slataper – Duca degli Abbruzzi”; ISIS “G. d’Annunzio – M. Fabiani”; Polo liceale sloveno ISIS “S. Gregoric – P. Trubar”
Visite guidate in lingua straniera
Visite guidate in lingua inglese, tedesca e slovena
Iniziative speciali
Villa Attems – Gorizia, fraz. Lucinico, Via Giulio Cesare, 36:
Venerdì 18, ore 18.00 conferenza dal titolo: “I Ritter: capacità imprenditoriale e lungimiranza di una famiglia”.
Domenica 20, ore 18.00: concerto per pianoforte tenuto dal maestro Daniel Rivera, “l’interprete lisztiano per eccellenza”
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L’ampio processo d’industrializzazione dell’Impero Asburgico trovò nelle Camere di Commercio lo strumento attraverso cui gli imprenditori potevano esprimersi e agire ai fini dell’industrializzazione e dell’ammodernamento del paese. A Gorizia, la Camera di Commercio fu controllata dai Ritter, che si successero nella carica di presidente dal 1850 al 1903. Se ne servirono soprattutto per avvalersi di comunicazioni veloci, allora garantite dalla rete ferroviaria da loro portata in Città. Dagli atti camerali emerge che Ettore Ritter, primo presidente, considerava agricoltura e industria interdipendenti e le vie di comunicazione come potenti mezzi per incrementare la velocità di circolazione delle merci e del capitale. Una visione globale, da cui dipendono per mezzo secolo le iniziative dell’organismo camerale. Quando, all’inizio del XX secolo, quel motore d’idee innovative rappresentato dai Ritter viene meno, la Camera e la Città persero quell’orizzonte ampio che le aveva caratterizzate in precedenza.
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® degli Istituti di Gorizia: Polo Tecnico ISIS “G. Galilei – N. Pacassi – E. Fermi”; Istituto Tecnico Agrario “G. Brignoli” Gradisca d’Isonzo; Polo liceale ISIS “D. Alighieri – S. Slataper – Duca degli Abbruzzi”; ISIS “G. d’Annunzio – M. Fabiani”; Polo liceale sloveno ISIS “S. Gregoric – P. Trubar”
Visite guidate in lingua straniera
Visite guidate in lingua inglese, tedesca e slovena
Venerdì 18, ore 18.00 conferenza dal titolo: “I Ritter: capacità imprenditoriale e lungimiranza di una famiglia”
Domenica 20, ore 18.00: concerto per pianoforte tenuto dal maestro Daniel Rivera, “l’interprete lisztiano per eccellenza”
Realizzato nel 1740 su disegno dell’architetto Nicolò Pacassi, l’edificio è attualmente sede del Comune di Gorizia. Nel 1820 fu acquistato da Giovanni Cristoforo Ritter avviando lavori di ristrutturazione, ultimati nel 1844 dal figlio Enrico Guglielmo. Della primitiva configurazione non rimane che l’impianto generale, lo scalone interno e il loggiato che si affaccia sul giardino retrostante. Il corpo scala rivela l’influenza della tradizione architettonica veneta del XVII secolo; si articola infatti su due livelli: quello inferiore è caratterizzato da una parete compatta, quello superiore si apre un’aerea loggia scandita da colonne ioniche. L’edificio ha un bel giardino, inizialmente di impianto settecentesco, poi modificato nell’Ottocento in stile inglese. I Ritter furono famiglia di abili commercianti, avventurieri ed industriali originari di Francoforte sul Meno. Allineandosi ad una tendenza comune ai ceti mercantili triestini, all’inizio del XIX secolo, acquistarono immobili e beni fondiari nella vicina contea goriziana che, dopo le vicende napoleoniche, era divenuta area di produzione di materie prime e semilavorati. Grazie alla loro capacità ed intraprendenza, i Ritter, nel corso dell’800, trasformarono Gorizia da piccolo borgo rurale, in una delle più moderne realtà industriali dell’Impero Asburgico, sino a farne una piacevole stazione climatica celebre come “Nizza Austriaca.”
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® degli Istituti di Gorizia: Polo Tecnico ISIS “G. Galilei – N. Pacassi – E. Fermi”; Istituto Tecnico Agrario “G. Brignoli” Gradisca d’Isonzo; Polo liceale ISIS “D. Alighieri – S. Slataper – Duca degli Abbruzzi”; ISIS “G. d’Annunzio – M. Fabiani”; Polo liceale sloveno ISIS “S. Gregoric – P. Trubar”
Visite guidate in lingua inglese, tedesca e slovena
Domenica 20, ore 18.00: concerto per pianoforte tenuto dal maestro Daniel Rivera, che eseguirà brani di Ludwig van Beethoven, Sergej Vasil’evic Rachmaninov, Franz Liszt
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La villa, edificata tra il 1840 ed il 1845 dal barone Guglielmo Ritter, si trova alla confluenza del torrente Corno con il fiume Isonzo, in posizione dominante sugli stabilimenti della famiglia. I Ritter, abili commercianti, avventurieri ed industriali originari di Francoforte sul Meno, agli inizi del XIX secolo stabilirono il centro d’interesse dei loro affari a Gorizia, trasformandola da piccolo borgo rurale in una delle più moderne realtà industriali dell’Impero Asburgico, sino a farne una piacevole stazione climatica celebre come “Nizza Austriaca”. Nonostante i profondi cambiamenti dell’area e gli incendi che all’inizio degli anni ’90 l’hanno danneggiata, la dimora, oggi restaurata, ha riacquistato la sua maestosa signorilità, immersa nel magnifico parco all’inglese, un tempo abbellito da fontane e specie botaniche rare. Di grande modernità era Colonia Operaia realizzata dai Ritter nel 1871 in zona di Straccis, per dare alle proprie maestranze condizioni di vita dignitose. Dell’area residenziale rimangono ancora evidenti segni, mentre solo poche testimonianze restano degli opifici originari. Nonostante l’avvento della Grande Guerra abbia ridimensionato il ruolo e la forza imprenditoriale della città, la Gorizia attuale deve moltissimo a questa famiglia, tanto che non è errato considerare i Ritter come i “rifondatori della Città”.
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® degli Istituti di Gorizia: Polo Tecnico ISIS “G. Galilei – N. Pacassi – E. Fermi”; Istituto Tecnico Agrario “G. Brignoli” Gradisca d’Isonzo; Polo liceale ISIS “D. Alighieri – S. Slataper – Duca degli Abbruzzi”; ISIS “G. d’Annunzio – M. Fabiani”; Polo liceale sloveno ISIS “S. Gregoric – P. Trubar
Iniziative speciali
Villa Attems – Gorizia, fraz. Lucinico, Via Giulio Cesare, 36:
Venerdì 18, ore 18.00 conferenza dal titolo: “I Ritter: capacità imprenditoriale e lungimiranza di una famiglia”.
Domenica 20, ore 18.00: concerto per pianoforte tenuto dal maestro Daniel Rivera, “l’interprete lisztiano per eccellenza”
La storia dell’azienda agricola Villa Russiz inizia con le nozze della nobildonna goriziana Elvine Ritter von Zahony con Theodor Karl Leopold Anton de La Tour en Voivrè, esponente di un’antica e nobile famiglia francese, celebrate il 15 febbraio 1868. La coppia si trasferisce nella proprietà di Russiz Inferiore che Hektor Ritter aveva consegnato alla figlia come dote. L’unione di una donna determinata e votata alla filantropia con l’enologo che per primo trapiantò in Friuli Venezia Giulia vitigni francesi, ha determinato la particolare doppia vocazione di Villa Russiz, ad azienda agricola ed istituto di sostegno. Dopo la guerra il complesso venne convertito in orfanotrofio, mentre lentamente veniva ricostruita l’attività agricola. Queste due “anime” hanno convissuto per tutto il secolo, fino ad oggi: dal 2009 Villa Russiz è una Fondazione, ente senza scopo di lucro. Gestisce 50 ettari di vigneto, nonché un Centro Educativo per la tutela dell’infanzia: il ricavato della produzione vitivinicola è destinato a coprire i costi della Casa Famiglia, che ospita minori provenienti da contesti sociali e familiari difficili.
Visite guidate
Visite guidate a cura dei volontari FAI
VEDI PDF DI TUTTI GLI APPUNTAMENTI IN PROVINCIA DI GORIZIA
PROVINCIA DI PORDENONE
A zonzo per i musei della città.
L’attuale complesso architettonico di palazzo Spelladi, ubicato in Corso Vittorio Emanuele II, è il risultato di continui rimaneggiamenti, demolizioni, accorpamenti e modifiche volumetriche. La struttura originaria è databile agli inizi del Trecento ed appartenne agli Spelladi, una delle dodici casate più antiche della città, che lo possedettero fino al 1777, quando, a seguito di una permuta con i Rossi, si trasferirono nell’attuale Corso Garibaldi. La parte di sinistra fu dimora prima della nobile stirpe dei Rorario, che nel periodo rinascimentale diede i natali a famosi diplomatici e letterati e, in tempi più recenti, della famiglia Silvestri. Negli anni ’30 del Novecento furono apportate modifiche, come anche in seguito alla distruzione dell’ala a sinistra per via dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Dopo essere stato adibito a uffici comunali, dal 2014, ultimati gli interventi di ristrutturazione, ha funzione di sede espositiva. In occasione delle Giornate FAI di Primavera sarà possibile ammirare le opere, in mostra temporanea, nel grande fotografo Steve McCurry.
Visite guidate
Visite guidate a cura dei volontari FAI Giovani
Museo civico d’arte, Palazzo Ricchieri
Pordenone – Corso Vittorio Emanuele II, 51
A zonzo per i musei della città.
Nel 1949 l’ultimo discendente della nobile famiglia dei Ricchieri donò alla città il palazzo omonimo, uno dei più antichi ed importanti, perché assumesse una funzione culturale per tutta la cittadinanza. Palazzo Ricchieri è sede del museo cittadino, aperto nel 1972, e conserva opere di particolare significato il cui protagonista assoluto è Giovanni Antonio de Sacchis, detto il Pordenone, il pittore del ‘500 più importante della regione.
Orario sabato 10.00 – 12.30 / 14.30 – 17.30
Orario domenica 10.00 – 12.30 / 14.30 – 17.30
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® degli Istituti Superiori di Pordenone
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GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA “ARMANDO PIZZINATO”
E VILLA GALVANI: VISITA AI SOLI ESTERNI
Pordenone – Viale Dante Alighieri, 33
A zonzo per i musei della città
L’apertura nel 2010 della nuova galleria d’arte denominata P.AR.CO e intitolata al grande artista del ‘900, vuole avviare un dialogo costruttivo fra “moderno” e “contemporaneo”. La nuova struttura infatti nasce attorno alla storica dimora di Villa Galvani dove è conservata ed esposta una collezione d’arte del Novecento italiano.
Orario sabato 10.00 – 12.30 / 14.30 – 17.30
Orario domenica 10.00 – 12.30 / 14.30 – 17.30
Visite guidate
Visite guidate a cura del Gruppo FAI Giovani di Pordenone
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Pordenone – Via Revedole, 1
In occasione del Ventennale dell’apertura, avvenuta nel 1995, il Fai ha deciso di aprire il secondo polo museale della città destinato a preservare documenti e opere d’arte che esprimono la cultura artistica della nostra provincia. In seguito agli eventi sismici che hanno colpito il Friuli nel 1976, sono stati raccolti molti affreschi, tele e statue di assoluto rilievo, provenienti da chiese danneggiate e archivi parrocchiali, per avviarne il restauro e la conservazione.
Orario sabato 10.00 – 12.30 / 14.30 – 17.30
Orario domenica 10.00 – 12.30 / 14.30 – 17.30
VEDI PDF DI TUTTI GLI APPUNTAMENTI IN PROVINCIA DI PORDENONE
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PROVINCIA DI TRIESTE
PORTO DI TRIESTE – MAGAZZINO 26
Trieste – P. Franco Vecchio, 1
Costruito nel 1880, si sviluppa su un’area di 9000 mq, con un piano sotterraneo ad uso cantina, un pianterreno e tre piani superiori e soffitta. Il primo progetto del Magazzino 26 richiamava i caratteri stilistici neogotici e neoromanici dei magazzini della Speichestadt di Brema e la Kesselhaus, la centrale idrodinamica. L’edificio nel complesso appare rigoroso, austero e solenne, dalle facciate apparentemente spoglie ed essenziali, il cui aspetto decorativo risulta affidato a pochi elementi, e soprattutto ai materiali di costruzione come mattoni, pietra, legno, ferro e ghisa. Le torrette che sormontano le finiture dei cornicioni, le mansarde ancor più elevate sui corpi centrali e ricche di ornati, imprimono al Magazzino 26 un aspetto suntuoso. Forse anche per questo suo aspetto imponente, ma stilisticamente molto equilibrato, è stato scelto quale sede della “Biennale Diffusa” in occasione della Biennale di Venezia del 2011.
Orario sabato 9.00 – 18.00
Orario domenica 9.00 – 18.00
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni®: Istituto “L. Galvani”; Istituto “L. da Vinci – G.R. Carli – S. de Sandrinelli”; Istituto “M. Fabiani – G. Deledda”; Istituto Nautico “T. di Savoia”; Istituto “A. Volta”; Liceo Artistico “E. e U. Nordio”; Liceo Scientifico “G. Galilei”; Liceo scientifico “G. Oberdan”; Liceo Scienze Umane e Musicale “G. Carducci”; Liceo Classico e Linguistico “D. Alighieri”; Liceo Classico e Linguistico “F. Petrarca”; Liceo Scientifico “Prešeren”; Liceo Scienze Umane “A. Slomšek”; Istituto “Ziga Zois”
Visite guidate in lingua straniera
Visite guidate in lingua inglese, sloveno e mandarino su appuntamento
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Punto Franco Vecchio
Trieste – P. Franco Vecchio, 1
Un Porto tra Passato e Futuro
Il percorso comprende sia la parte doganale, sia quella “libera” del Porto Vecchio triestina. La parte ancora tutelata dalla franchigia doganale, in attesa di un prossimo riassetto giuridico, costituisce per i “non addetti ai lavori”, un romantico mistero; quella attualmente percorribile, una romantica realtà. Non a caso il Porto Vecchio ha ispirato produttori e registi cinematografici: vi sono state girate, per citarne alcuni, alcune parti de “Il Paziente Inglese” (1996), vincitore di 9 Premi Oscar, e “Il Ragazzo Invisibile” (2014) di Gabriele Salvatores. Al di là del presentarsi come particolarissimo teatro di posa, oggi fa capolino la speranza che, come accaduto a vari antichi porti in Europa e nel Mondo (San Francisco, Baltimora, Cape Town, Sidney, Barcellona, Bilbao, Genova) anche per il Porto Vecchio di Trieste si scelga una via di sviluppo adeguata.
Trattandosi di zona franca, questa è un’apertura eccezionale ed esclusiva per le Giornate Fai di Primavera.
Costruito tra il 1868 ed il 1887, testimonianza straordinaria di architettura portuale-industriale, allora all’avanguardia in Europa per le nuove tecnologie e per i materiali usati, il Porto Vecchio è del tutto diverso dai porti di area mediterranea. È infatti del tipo Lagerhaus, una “città nella città”, secondo il modello dei porti dell’Europa del nord, soprattutto la Speicherstadt di Amburgo. Occupa circa 700.000 mq, comprende cinque moli, 3100 metri di banchine di carico e scarico merci, 23 grandi edifici tra hangars, magazzini ed altre strutture, è protetto da una diga foranea ed è direttamente collegato alla vecchia ferrovia. Oggi la vecchia area del porto ed i magazzini ottocenteschi, ormai inglobati nella città, non sono più idonei ai traffici commerciali e solo l’Adria Terminal, moderno sistema per il movimento merci, è ancora operativa. Il resto delle strutture, la centrale idrodinamica, la sottostazione elettrica di riconversione, e altre attrezzature, benché non più operanti, sono ancora ben visibili, testimonianze insostituibili per la memoria della città. Grazie a questo evento molti cittadini potranno capire quanto questi spazi siano parte del patrimonio della città, il loro “valore” e le potenzialità.
Orario sabato 9.00 – 17.15 (ultima partenza navetta)
Orario domenica 9.00 – 17.15 (ultima partenza navetta)
Note per la visita
Fruibile al pubblico grazie a un servizio bus, in partenza ogni 15 minuti circa, dalle ore 9.00 alle ore 17.15 (ultima partenza), rigorosamente su prenotazione. Massimo 50 persone per turno. Non sarà possibile effettuare soste e scendere nella parte doganale.
Come prenotare la visita:
– via email a gfpfvg@gmail.com
– via telefono al numero 340 7546609 oppure 344 1591866 (a partire dal 9 marzo 2016), orario 9.30 – 13.00 / 15.00 – 18.00
Fornire obbligatoriamente, per ciascuno dei partecipanti:
Nome e Cognome
Luogo e Data di Nascita
Estremi di un documento di identità valido (n° del Passaporto o n° della carta di identità. NB: la patente non è un documento di identità, pertanto non è valida ai fini della prenotazione)
Recapito Telefonico di Cellulare
Email
Le richieste saranno accolte solo se complete di tutti i dati e sino a esaurimento posti, per sabato 19 marzo fino a giovedì 17 marzo ore 13.00 e per domenica 20 marzo fino a venerdì 18 marzo ore 13.00.
Le richieste di prenotazione sono da ritenersi accettate solo dopo nostra conferma.
Visite guidate in lingua straniera
Visite guidate in lingua inglese, sloveno e mandarino su appuntamento
Un Porto tra Passato e Futuro
All’interno dell’edificio sono visibili i grandi quadri di manovra e i trasformatori, nonché la disposizione dell’arredo originaria preziose testimonianze di archeologia industriale. All’esterno le facciate, impreziosite da cornici aggettanti, mensole angolari, finestre ad arco e cornici di pietra, mostrano come sia possibile integrare la funzionalità con un ornato semplice, ma sofisticato. Causa l’enorme peso dei macchinari, tra i quali un trasformatore di 8,5 t, le fondazioni, i solai, le travi e i pilastri sono in cemento armato, assoluta avanguardia. Il Porto costituiva in effetti una sorta di “laboratorio” avanzatissimo in Europa per lo studio e l’impiego di nuove tecniche edilizie e nuovi materiali.
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni®: Istituto “L. Galvani”; Istituto “L. da Vinci – G.R. Carli – S. de Sandrinelli”; Istituto “M. Fabiani – G. Deledda”; Istituto Nautico “T. di Savoia”; Istituto “A. Volta”; Liceo Artistico “E. e U. Nordio”; Liceo Scientifico “G. Galilei”; Liceo scientifico “G. Oberdan”; Liceo Scienze Umane e Musicale “G. Carducci”; Liceo Classico e Linguistico “D. Alighieri”; Liceo Classico e Linguistico “F. Petrarca”; Liceo Scientifico “Prešeren”; Liceo Scienze Umane “A. Slomšek”; Istituto “Ziga Zois”
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Un Porto tra Passato e Futuro
Il “cuore energetico” del Porto Vecchio era la centrale idrodinamica (con sistema idraulico), recentemente restaurata. Costruita tra il 1887e il 1890, cessò la sua attività dopo quasi un secolo, nel 1988. È composta da vari corpi: 2 torri per gli accumulatori idraulici, che servivano a mantenere costante la pressione dell’acqua che azionava le gru e i montacarichi a circa 54 atmosfere; il corpo di fabbrica della sala macchine; la sala caldaie. Un camino alto circa 40 metri, da cui uscivano i fumi di combustione del carbone che bruciava nelle caldaie, un deposito di carbone e un’officina per le riparazioni completavano l’impianto. L’insieme occupa un’area di circa 2000 mq. La facciata è semplice e classicheggiante, sovrastata da timpani alle estremità; l’edificio, massiccio, solido e funzionale, abbellito da misurate decorazioni, appartiene alla corrente dell’eclettismo, ma nella variante più sobria destinata all’architettura industriale. Con il recente restauro si è deciso di dipingere l’edificio, in origine bianco, in “giallo Austria”, quasi un omaggio alle origini asburgiche del Porto Vecchio.
Orario sabato 9.00 – 18.00
Orario domenica 9.00 – 18.00
Visite guidate in lingua straniera
Visite guidate in lingua inglese, sloveno e mandarino su appuntamento
VEDI PDF DI TUTTI GLI APPUNTAMENTI IN PROVINCIA DI TRIESTE
PROVINCIA DI UDINE
Luoghi nascosti a Udine e Gemona
Casa Tinghi è nota per la decorazione cinquecentesca della facciata, purtroppo oggi appena leggibile, opera della piena maturità di Giovanni Antonio da Pordenone. L’edificio è attualmente diviso in due parti, una decorata da Pomponio Amalteo, genero del Pordenone, l’altra ha decorazioni di primo Ottocento. In quest’occasione è possibile visitare la casa nella sua unità, ed ammirare ad esempio al piano nobile un gesso di Antonio Marsure raffigurante la Morte di Epaminonda, eseguito intorno al 1828-29, l’unica sua opera rimasta in Udine. Il salone che accoglie il gesso mostra ancora la ripartizione tipicamente neoclassica dello spazio. Un salottino presenta un soffitto sagomato in forma di pseudovolta a botte, con vele laterali che circondano le lunette. La decorazione pittorica è da attribuirsi a Giuseppe Borsato, attivo ad a Udine in collaborazione con Canal.
Orario domenica 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Iniziative speciali
Incursioni di design tra le mura di casa Tinghi, a cura di ADI FVG
– Udine e il Patriarcato di Aquileia
Udine – Piazza del Duomo, 1
La visita comprende le parti più nascoste e suggestive del Duomo. Nella sacrestia dei canonici entro otto riquadri monocromi di Pietro Antonio Novelli e Giuseppe Morelli (1792) è raccontata la storia del Patriarcato di Aquileia, dalla sua soppressione nel 1751 alla nascita, quando San Pietro consacra Sant’Ermacora vescovo di Aquileia. Nella cappella Arcoloniani sarà possibile ammirare la prima immagine di Udine, quasi una fotografia, da pochi anni ricomparsa in seguito a lavori di restauro, con il castello che ancora si ergeva prima del terremoto del 1511, le case sotto il colle fino alla cerchia muraria.
Apertura straordinaria: giovedì 17, ore 11.00 – 12.00
Prenotazione obbligatoria al numero 339 1244284 o all’indirizzo e-mail delegazionefai.udine@fondoambiente.it
Orario sabato 11.00 – 12.00
Prenotazione obbligatoria al numero 339 1244284 o all’indirizzo e-mail delegazionefai.udine@fondoambiente.it
INGRESSO ESCLUSIVO
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Prestigiosa sede di un ramo della famiglia Antonini, poi dei Mangilli e dei Del Torso, il palazzo è ricco di affreschi. Particolarmente prezioso è un piccolo corridoio affrescato che unisce due corpi di fabbrica, opera di Francesco Chiarottini, ispirato a un vedutismo anticheggiante, in cui si alternano vasi su piedestallo e paesaggi di fantasia entro finte nicchie. Il luogo durante l’anno è aperto per l’attività del CISM – Centro Internazionale delle Scienze Meccaniche, per convegni e conferenze.
Orario domenica 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® del Liceo Classico “Stellini”
Momenti danzanti durante gli orari d’apertura a cura del Liceo Coreutico
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Luoghi nascosti a Udine e Gemona
Nel vasto parco aperto al pubblico dei giardini del Torso, ricco di piante ad alto fusto e di una loggia decorata a grottesche, durante recenti lavori di restauro è stato ritrovato un rifugio antiaereo conformato a tunnel, costruito nel 1943 per la popolazione civile. Il rifugio è visitabile soltanto in occasione di eventi.
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® dell’Istituto “Stringher”
Luoghi nascosti a Udine e Gemona
Fondato nel 1428 dai padri Francescani dell’Osservanza, venne soppresso nel 1806 dalle leggi napoleoniche; seguirono poi vicende tormentate, da deposito a panificio, fino danni dei bombardamenti del 1945. Oggi rimangono tre lati del suggestivo chiostro con arcate dalle belle proporzioni e lacerti di affreschi settecenteschi nelle lunette. Della chiesa, di raffinato stile rinascimentale, originariamente a tre navate, restano il presbiterio e il coro. Attenti restauri hanno recuperato gli affreschi di Giulio Quaglio, il pittore comasco che nel periodo di permanenza nel Friuli tra 1692 e 1701 affrescò numerosi luoghi di culto e palazzi nobiliari. Un altro affresco, raffigurante due frati francescani, di autore ignoto e di difficile datazione, aumenta il fascino del luogo. Il luogo durante l’anno è chiuso al pubblico.
Orario domenica 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni®: Liceo Scientifico “Copernico”; Istituto “Bertoni”
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Luoghi nascosti a Udine e Gemona
La zona di via Girardini e via Asquini era occupata da vaste braide, dove nel tempo sono state costruite pregevoli ville e condomini, testimonianze di una Udine che cambia. Il delizioso giardino di palazzo Orgnani occupa una parte di queste braide; conformato all’italiana, si apre inaspettatamente dopo un sottoportico architravato, retto da due belle colonne in pietra piacentina. Organizzato attorno ad un elegante viale che conduce a una piccola fontana rotonda, è arricchito da belle sculture in pietra, verosimilmente databili ai secoli XVIII–XIX. Quasi tutti i palazzi udinesi possedevano in origine giardini e broli sul lato interno e questo è uno dei pochi conservati. Un’occasione imperdibile, il luogo durante l’anno è chiuso al pubblico.
Ore 15.00: ingresso riservato agli Iscritti FAI
Orario domenica 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni®: Liceo “Percoto”; ITC “Zanon”
Palazzo dei Provveditori Generali con annessa Loggia
della Gran Guardia e Piramide della Verginità
Palmanova – Piazza Grande
Orario sabato 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00
Orario domenica 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® della Scuola Superiore “Mattei Einaudi”
PALAZZO DEL MONTE DI PIETÀ
Il Monte di Pietà a Palmanova fu istituito dal Provveditore Alvise Molin nel 1666 ed ampliato nel 1731 da Federico Tiepolo. Le due entrate “a comodo e tutela dei poveri bisognosi” sono di Nicolò Dolfin. Un bel gruppo marmoreo, proveniente da Cormons come preda di guerra, è posizionato all’angolo del Palazzo. È solitamente chiuso al pubblico.
Orario sabato 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00
Orario domenican 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® della Scuola Superiore “Mattei Einaudi”
Antichi monasteri e antichi ospizi per pellegrini
Sorto accanto al convento dei Francescani Minori, la prima pietra fu posta solennemente il 4 febbraio 1285 dal Patriarca Raimondo della Torre. Nel 1496 vennero apportate modifiche alla facciata, mentre restauri più completi furono eseguiti dopo il terremoto del 1511 e nel Settecento, prima che venisse soppresso dalla Repubblica Veneta nel 1770. Gli ultimi restauri iniziarono nel 1946 e terminarono verso la fine del XX secolo. L’interno della chiesa ad unica navata, mantiene la tipica struttura gotica, con il soffitto a capriate. Sono visibili numerosi resti di affreschi eseguiti tra l’inizio del XIV secolo e la prima metà del XVI. Degni di nota sono il Redentore nella mandorla, la Madonna in trono, l’Annunciazione, la Crocifissione, attribuiti ai seguaci di Vitale da Bologna. Nella sagrestia sono presenti affreschi di Giulio Quaglio il Giovane, risalenti al 1693, stucchi del Retti e mobili di Giacomo Brollo da Gemona del 1694. La chiesa è attualmente sconsacrata ed è adibita ad avvenimenti culturali.
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni®: Liceo Classico e Liceo Scientifico del Convitto Nazionale “Paolo Diacono”
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Antichi monasteri e antichi ospizi per pellegrini
Venne eretta nel 1599, dopo la grave pestilenza dell’anno precedente, per voto dei Cividalesi che la dedicarono al SS. Redentore e ai Santi Rocco e Sebastiano, dove in precedenza, nell’XI secolo, sorgeva un sacello dedicato al Salvatore. Nel 1609 fu creato un convento adiacente alla chiesa, affidato nel 1615 ai Cappuccini. Nel 1762 venne demolita l’antica porta alto-medievale, su cui sorgeva una chiesetta pensile intitolata a San Pietro apostolo. Nel 1769 venne soppresso il convento e nel 1770 il titolo di San Pietro ai Volti passò ufficialmente alla chiesa del Redentore. L’altare maggiore è in pietra, con ai lati le statue dei Santi Pietro e Paolo che un tempo erano poste all’esterno. Al centro spicca il tabernacolo ligneo dorato in stile barocco, sulla cui portella in rame è dipinta la Pietà. Dietro il tabernacolo, importante pala d’altre di Palma il Giovane firmata e datata 1607 che rappresenta il Redentore risorto tra i Santi Sebastiano e Rocco.
Orario domenica 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni®: Liceo Classico e Liceo Scientifico del Convitto Nazionale “Paolo Diacono”
Cividale del Friuli – Via Monastero Maggiore
INGRESSO ESCLUSIVO
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Luoghi nascosti a Udine e Gemona
Il castello si trova sulla sommità del colle che domina la piana gemonese. Prima castelliere preistorico poi castrum fortificato in età longobarda, prese la forma attuale tra l’XI e il XIV secolo, costituendo un vero e proprio modello di sistema difensivo. Sopravvivono la torre centrale, la torre di levante abbassata, che un tempo ospitava le carceri, la torre di ponente e parte delle mura circostanti. Dal colle si può ammirare un magnifico scenario naturale, formato da nord a sud, dalla Sella S. Agnese, dal gruppo del Sernio che si intravede dietro al monte Cumieli, dal massiccio del monte S. Simeone, dal Brancot tra Bordano e Trasaghis, dal piramidale monte Corno, dal monte di Ragogna e dai colli morenici di Susans, San Daniele, Buia ed Artegna. Imminente la fine dei lavori di ricostruzione dopo i terremoti che l’hanno devastato nel 1976.
Note per la visita
Visita agli esterni
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® dell’ISIS “Magrini – Marchetti”
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Luoghi nascosti a Udine e Gemona
Il Duomo di Gemona, sovrastato dal monte Glemine, è uno tra i più significativi edifici del periodo gotico in Friuli. Venne costruito sul luogo in cui precedentemente sorgeva la chiesa romanica dedicata a S. Maria della Pieve, di cui rimane una vasca battesimale ricavata da un monumento romano. La facciata accoglie un portale romanico e le sculture eseguite tra il 1290 e il 1337, tra cui l’imponente San Cristoforo, alto 7 m, e lo splendido rosone. Un’epigrafe, murata in facciata, tramanda il nome dell’artefice, Magister Joannes, che oltre ad architetto fu anche scultore. Sempre sulla facciata, di particolare splendore è la centralissima Galleria dell’Epifania costituita da nove nicchie contenenti da sinistra a destra le seguenti figure scultoree: un palafreniere con tre cavalli, i tre Re Magi con i loro doni, la Madonna col Bambino, San Giuseppe e di nuovo i Re Magi dormienti con l’Angelo che appare loro in sogno, avvertendoli di non ritornare dal re Erode. Più volte rimaneggiato, nel 1429 venne modificato il presbiterio con l’aggiunta della cupola e dell’abside semipoligonale; nel 1457 i pilastri delle navate vennero sostituiti da colonne e la chiesa sopraelevata di 1,5 m; nel 1700 le volte a crociera coprirono le originarie capriate. Il colonnato interno, che divide lo spazio in tre navate, reca nei fuori piombo i segni del sisma che devastò Gemona nel 1976.
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Il nome, Santa Maria del Fossale, deriva dall’ampio fossato della seconda cerchia difensiva costruito nelle vicinanze per proteggere la città dalle esondazioni del torrente Grideule. La chiesa fu eretta nel 1659 per ospitare un antico affresco raffigurante la Madonna del Latte ritenuta prodigiosa, poiché pochi anni prima dagli occhi della suddetta immagine furono viste sgorgare delle lacrime. Completamente distrutta dai terremoti del 1976, è stata ricostruita in modo filologico e in parte con anastilosi nei primi anni ’90.
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni®: Educandato Statale “Uccellis”; Liceo Artistico “Sello”
Luoghi nascosti a Udine e Gemona
Ricostruito sotto nuove forme dopo il 1976, il santuario è stato il primo dedicato a S. Antonio: la tradizione vuole che sia stato fondato dal santo in persona nel 1227, quando avrebbe fatto costruire un sacello dedicato alla Beata Vergine delle Grazie, i cui resti sono ancora visibili all’interno della chiesa. S. Antonio si fermò a Gemona per alcuni mesi, predicando e compiendo miracoli, lasciando nella popolazione una profonda convinzione della sua santità. Il Santuario ospita anche il Museo Renato Raffaelli che espone una raccolta di opere non più utilizzate nelle liturgie ed esposte prima del terremoto, nella Pinacoteca Antoniana. La collazione comprende opere di pittori gemonesi, friulani e veneti nonché artisti dell’Italia centro-settentrionale. Numerose sono le tele di Melchior Widmar, pittore svizzero attivo a Gemona nella seconda metà del XVII secolo e sepolto nella Cappella del Rosario annessa al Santuario, da lui stesso eretta e decorata nel 1681.
Orario domenica 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® dell’ISIS “Magrini – Marchetti” di Gemona del Friuli
Domenica 20, ore 15.00: L’Orcolat si racconta: percorso teatrale itinerante nel centro storico di Gemona
Luoghi nascosti a Udine e Gemona
Il convento venne fondato nel 1276 e soppresso in età napoleonica. Nel 1860 una nobildonna parigina acquistò e restaurò il complesso per farne la sede della Congregazione delle Suore Missionarie Francescane. Le subentrò padre Gregorio Fioravanti che fin dal 1877 favorì l’apertura della scuola femminile di Santa Maria degli Angeli.
Visite guidate
Visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® dell’ITC “Deganutti”
Luoghi nascosti a Udine e Gemona
Il LAB Terremoto, allestito dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, con il supporto scientifico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, offre la possibilità di comprendere in modo multidisciplinare il fenomeno sismico attraverso un approccio interattivo e partecipativo. È costituito da un percorso espositivo con cui vengono affrontati argomenti complessi (la struttura della Terra, la teoria delle placche, l’origine e tipologia dei terremoti, gli strumenti di rilevazione e misurazione, le misure di prevenzione, la geologia dell’Italia, del Friuli e del Gemonese) attraverso un linguaggio scientifico accessibile, ma preciso. Ai pannelli riccamente illustrati si accompagnano vere e proprie postazioni interattive che consentono di “simulare” i fenomeni o di scomporli in modo da individuare i fattori e le dinamiche che li caratterizzano. Il laboratorio propone modalità di comunicazione mirate al coinvolgimento diretto ed emotivo dei visitatori.
Orario sabato 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Orario domenica 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
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Per l’elenco completo delle 900 aperture dal 9 marzo è possibile consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02 467615270. Le versioni i-Os e Android dell’APP FAI sono scaricabili gratuitamente dagli store di Apple e Google. Facile e intuitiva, l’app geolocalizzata riconosce la posizione dell’utente e indica la mappa dei luoghi più vicini da visitare. Invitiamo tutti a diffondere in rete la notizia di questo evento che permette di scoprire un’Italia diversa utilizzando gli hashtag #giornatefai e #faicambiarelitalia
Dal 1993 sono stati 8,5 milioni i visitatori che hanno preso parte alle Giornate FAI di Primavera, riscoprendo capolavori nascosti e monumenti dimenticati del nostro immenso patrimonio culturale.
Un’esperienza lunga 23 anni che smentisce lo stereotipo degli italiani disinteressati all’offerta culturale e indifferenti alla bellezza.
Centinaia di chilometri di code ordinate che raccontano come il FAI nelle 23 edizioni di questo evento straordinario, sia stato in grado di portare nelle piazze persone di tutte le età disposte a fare la fila per vivere l’emozione regalata da un’opera d’arte vista dal vivo.
