L’aggregazione è carattere vincente per promuovere il vino friulano: è nata con questa premessa la seconda Associazione temporanea d’imprese (Ati), con la Camera di Commercio di Udine come capofila, per “conquistare” con nuovi progetti il mercato statunitense: lunedì pomeriggio (6 dicembre) la costituzione ufficiale, alla presenza del notaio Eliana Morandi.
Dopo il successo di “Friuli Wine Excellence”, sottoscritta in gennaio con 22 aziende e che ha portato avanti un primo percorso di promo-commercializzazione nel 2010, tocca ora a “Friuli Future Wines” raccogliere il testimone e continuare il viaggio: sono 25 le imprese aderenti, di tutta la regione, per un budget complessivo di oltre 380 mila euro (circa 80 mila di più della volta scorsa), coperto con una compartecipazione al 50% da parte delle aziende e la restante metà di fondi pubblici. Le attività si snoderanno nel corso del 2011, con la partecipazione a Fiere di primaria importanza – come l’Italian Wine Week di New York –, Road show in città e aree di riferimento (già si pensa al Midwest e alla California), ma anche azioni di comunicazione e promozione sui media, incontri di business, seminari e occasioni di degustazione per i prodotti delle nostre imprese. Ciascuna di esse manterrà comunque la libertà di scegliere le forme di valorizzazione più consone alle sue esigenze, pur sempre, però, all’interno di un sistema unitario, che consente una visibilità più marcata e un’organizzazione coordinata e proficua.
«Costituire una nuova Ati è un fatto significativo per diversi motivi – ha commentato all’atto della sottoscrizione il presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo – ci permette di supportare l’internazionalizzazione delle nostre imprese in modo efficace e mirato, ma anche di sottolineare l’importanza di fare sistema, di mettere insieme le nostre imprese affinché possano essere più competitive una volta all’estero. Gli Usa restano peraltro principale mercato di riferimento per il vitivinicolo, un comparto che si è dimostrato molto sensibile alle aggregazioni di tipo commerciale».
Secondo la recente indagine trimestrale della Cciaa, infatti, le aziende del vino si sono rivelate quelle che in maggior percentuale, nel terzo trimestre, hanno messo in atto aggregazioni (il 15%) e che hanno dichiarato in numero ancor più elevato (20%) di volerne mettere in atto anche nel prossimo futuro. «Anche quest’Ati ne è dimostrazione – conclude il presidente –. Il suo nome richiama peraltro il nostro progetto Friuli Future Forum, perché l’iniziativa ne è davvero un’ottima traduzione in concreto. Rinnovo il ringraziamento alla Regione per aver reso possibile questa nuova iniziativa negli States».
Ecco i nomi delle aziende di tutte e quattro le province che hanno aderito a questa seconda Ati “camerale”: Aquila Del Torre, Antonutti, Bidoli, Blason, Butussi, Castelvecchio, Colutta, Comelli Paolino, Foffani, Forchir, Genagricola, Grillo, La Tunella, Lis Neris, Lorenzon, Norina Pez, Obiz, Petrussa, Polencic, Sgubin, Talis Wine, Vendrame, Venturini, Vigneti Rapais, Zaglia.
Fonte: Camera Commercio Udine
Stampa questa pagina
-
Invia ad un amico
