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Festa della Donna: ingresso gratuito nei musei statali per tutte le donne e manifestazioni

Anche quest’anno il MiBAC partecipa alla Festa della Donna rendendo omaggio all’universo femminile. Nella giornata dell’8 marzo sarà consentito l’ingresso gratuito a tutte le donne all’interno dei musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali.

Le iniziative della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezi Giulia

TRIESTE – Museo Storico del Castello di Miramare – ore 10.00 e ore 12.00
Gli Antichi Maestri. Massimiliano d’Asburgo e le opere pittoriche nel Castello di Miramare
Speciale 8 marzo
In occasione della Festa della donna e, come momento di apertura della mostra Gli Antichi Maestri, il Museo Storico del Castello di Miramare di Trieste propone due visite dedicate all’esposizione nella giornata di giovedì 8 marzo alle ore 10.00 e alle ore 12.00. Sempre nella stessa giornata alle ore 15.00 si terrà una visita guidata al Castello di Miramare.
A ognuna delle visite guidate gratuite saranno ammesse non più di 25 persone, in ordine di arrivo e senza prenotazione.
Prosegue con grande successo il ciclo di appuntamenti artistici e culturali ideati dal Museo Storico del Castello di Miramare di Trieste per celebrare l’anniversario dei 150 anni dall’insediamento di Massimiliano d’Asburgo e Carlotta del Belgio nella loro dimora con un’altra iniziativa legata alla committenza artistica asburgica: Gli Antichi Maestri. Massimiliano d’Asburgo e le opere pittoriche nel Castello di Miramare dall’8 marzo al 3 giugno 2012.
L’esposizione illustra una selezione della collezione pittorica dei celebri consorti conservata nei depositi del Museo Storico del Castello di Miramare. Se nella precedente mostra – “Il sogno di Massimiliano e Carlotta. MIRAMARE 1860” – conclusasi il 14 febbraio scorso, si presentavano opere prevalentemente ottocentesche, in questa occasione si vuole invece sottolineare il fascino che esercitò su Massimiliano l’arte del passato.
Il precoce interesse verso il mercato antiquario permise infatti al giovane arciduca di costituire una raccolta pittorica arricchita anche da opere di antichi maestri, acquistate, spesso su consiglio di esperti del settore, presso rinomate botteghe d’antiquariato a Vienna e a Venezia.
Un nucleo di dipinti che ben riflette i gusti collezionistici dei committenti, da cui traspare la preferenza accordata alla scuola italiana, tedesca e fiamminga dei secoli XVI-XVIII, come dimostrano i lavori legati alla cerchia di Bernardo Strozzi o il Ciclo dei mesi, stagioni ed elementi di Jan van den Hoecke, le allegorie del Gusto e dell’Odorato di Johann Heinrich Schönfeld.
A conferma dell’attenzione riservata alle attività culturali che promuovono la storia e la collezione del Castello, da aprile alcune opere del Museo Storico di Miramare saranno inoltre protagoniste di una speciale mostra presso Il Museo BELvue di Bruxelles in Belgio, patria natale di Carlotta.

UDINE – Palazzo Clabassi – via Zanon 22 – ore 17.00
Presentazione dell’esposizione: “Monili in argento dalle colline friulane. La rappresentazione di un’identità tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C.”

Si tratta dell’inaugurazione di una esposizione che presenta una raffinata parure femminile di età romana, giunta a noi pressoché integra: una fibula, una vera, una splendida coppia di orecchini a gancio aperto, con una perla ovale.
Un piccolo nucleo di oggetti ma estremamente eleganti e di rilevante interesse scientifico, facenti parte di alcuni corredi funerari rinvenuti nelle colline di Campellio, ad est di Colloredo di Monte Albano, frutto di una raccolta fatta, alla fine degli anni Settanta, da clandestini, e recuperati e consegnati alla Soprintendenza, nel 2005, dall’ispettore onorario Bruno Tullio.
Conservati nei magazzini di Palazzo Clabassi, il giorno 8 marzo verranno esposti per la prima volta al pubblico, dopo il recente restauro effettuato  a cura del Laboratorio di restauro della Soprintendenza.
I gioielli esposti sono riconducibili a quattro sepolture a cremazione, di cui due erano sicuramente entro un’urna di terracotta, una in una semplice fossa terragna. Dal punto di vista scientifico essi consentono un inquadramento cronologico più puntuale e soprattutto una serie di confronti con altre due necropoli di destra Tagliamento che testimoniano di comuni riti funerari tra gli ultimi due decenni del I secolo a.C. e il primo decennio del I secolo d.C.
Del corredo fa parte anche un anello con castone e corniola incisa, di raffinata fattura, che, però appare più pertinente ad una tomba maschile. Sulla pietra semipreziosa, simile ad un altro esemplare aquileiese, è, infatti, inciso un timone, simbolo di buon governo.

UDINE – Palazzo Clabassi – via Zanon 22 – ore 17.00
m@donna
In occasione della “Festa della Donna”, nell’ambito delle attività di comunicazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia, ufficio di Udine, ha organizzato una mostra fotografica con le immagini realizzate dagli allievi della 5^ A del Liceo Artistico “Giovanni Sello” di Udine con l’assistenza degli insegnanti di fotografia, Francesca Piccini e Stefano Tubaro.
La mostra “m@donna”, allestita al piano nobile di Palazzo Clabassi, verrà inaugurata giovedì 8 marzo alle ore 17.00 dal Soprintendente per i per i beni storici artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia, dott. Luca Caburlotto e dal Dirigente Scolastico del Liceo Artistico “Sello” prof.ssa Annamaria Pertoldi. Presenterà la mostra Antonio Giusa dell’Università di Udine.
Le fotografie esposte sono ispirate ad opere d’arte che raffigurano la Madonna, un tema che per quasi due millenni ha influenzato gli artisti in tutto il mondo, dalle icone bizantine agli affreschi medievali, dalle sculture ai dipinti rinascimentali fino alla visione della donna nella società contemporanea. In un momento in cui la storia dell’arte è piuttosto sottovalutata nella scuola italiana, gli studenti del Liceo Artistico “Sello” hanno dimostrato una buona conoscenza di questa disciplina nella loro analisi della figura femminile, in particolare della Madonna, nella produzione artistica del passato.
Gli allievi hanno realizzato, seguendo la loro personale poetica, delle immagini fotografiche che riflettono un percorso di approfondimento delle opere dalle quali hanno tratto ispirazione. Dal lavoro prodotto ed esposto emerge una notevole capacità di esprimere la propria creatività in campo fotografico reinterpretando un tema che invece avrebbe potuto farli approdare a visioni stereotipate. Le opere esposte forniscono, attraverso il filtro dell’immagine di Maria prescelta, una interpretazione della donna come madre, figlia, lavoratrice: immagini di donne reali, con le loro aspirazioni, progetti, pensieri. Un caleidoscopio di immagini che esprime il pensiero delle nuove generazioni attraverso l’analisi delle opere d’arte del passato.
La mostra da’ conto di come gli allievi siano stati in grado di elaborare i progetti con i soli mezzi a loro disposizione, creando il set per la ripresa, usando materiali di recupero e soprattutto esercitandosi nella tecnica del ritratto, con buoni risultati di comunicazione delle loro idee.
La mostra è curata da Nicoletta Buttazzoni, Rosalba Piccini e Paolo Casadio, funzionari della Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia. Hanno collaborato alla buona riuscita dell’iniziativa la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia – Ufficio di Udine e il Comune di Udine.

 

AQUILEIA – Museo Archeologico Nazionale – via Roma 1 – ore 17.00
La presentazione verrà riproposta la domenica successiva, il giorno 11 marzo, con medesimo orario, a costo del regolare biglietto.
Presentazione tematica “Bona Dea: un culto per sole donne” a cura di Annalisa De Franzoni
Di origine centro-italica, esclusivamente muliebre e a carattere misterico, il culto della Bona Dea, nota anche come Fenteia, Fentia o Fauna, è ampiamente diffuso nell’Italia nord orientale, in particolare ad Aquileia e a Trieste. La ricorrenza della festa della donna rappresenta la cornice ideale per far conoscere ai visitatori i caratteri salienti di questa divinità e del suo culto, squisitamente al femminile, così come ricavabili dalle importanti testimonianze aquileiesi, alcune delle quali conservate presso il Museo Archeologico Nazionale.
Nell’ambito dell’iniziativa verrà affrontata anche la problematica questione dell’iconografia della divinità e verrà esposta al pubblico una testimonianza scultorea finora non visibile e conservata nei magazzini del museo. Il pezzo, di complessa lettura, potrebbe forse contribuire ad incrementare il numero delle testimonianze del culto di Bona Dea nell’ambito della X Regio.

CIVIDALE – Museo Archeologico Nazionale – Piazza Duomo 13
“La donna oltre l’abito: vesti e ornamenti nelle sepolture di età longobarda a Cividale e nel suo Ducato”
Dalle 10.00 alle 11.30 e dalle 15.00
Tre visite tematiche a cura di Alessandra Negri

Nella giornata dell’8 marzo il Museo Archeologico Nazionale di Cividale aprirà le porte a chi voglia compiere un affascinante percorso attraverso la sua collezione permanente e la mostra “Cividale e il suo ducato: ricerche in corso”, temporaneamente allestita al piano mezzanino. I partecipanti alla visita tematica verranno guidati attraverso l’analisi di alcuni tra i più significativi corredi funerari femminili di epoca longobarda, scelti in modo da evidenziare non solo gli aspetti formali del costume femminile longobardo, con le sue differenze tra il periodo dell’immigrazione e il proseguire del VII secolo, in cui il processo di acculturazione provoca alcuni significativi mutamenti, ma cercando di cogliere anche il significato delle dotazioni funebri, che sono spesso testimonianza di differenze sociali e culturali, difficili da cogliere da uno sguardo moderno.
Si partirà dall’analisi del corredo della Tomba 21 della necropoli di S. Mauro, uno dei più ricchi e completi complessi funerari femminili di rango dell’ultimo terzo del VI secolo, particolarmente suggestivo grazie alla restituzione grafica dell’abbigliamento e alla ricostruzione fisiognomica del volto della defunta; si proseguirà con la necropoli Gallo, di cui verranno illustrate la Tomba 5, una sepoltura di donna con il suo bambino, e la Tomba 9, contenente una spada da tessitura, entrambe tombe femminili di rango dell’epoca dell’immigrazione. Per il periodo successivo verranno illustrate la Tomba 27 dalla necropoli di 5. Stefano in Pertica, databile tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo, e le sepolture femminili degli inizi del VII secolo dalla necropoli di Romans d’Isonzo.
La differenza di ruolo sociale nell’ambito della società longobarda verrà evidenziata attraverso la lettura della Tomba 3 di 5. Mauro: dotata di un corredo meno ricco, risale all’ultimo terzo del VI secolo e reca tracce del convito funebre.

Info web: MiBAC