“Farina Rubata”: i mulini di Pordenone rivivono tra le pagine di un libro. Protagonista Andrea Pagotto, giovane ed intraprendente mugnaio
Venerdì 11 dicembre 2009 alle ore 18 presso la sala consiliare della Provincia di Pordenone verrà presentato il libro “Farina rubata – un mugnaio tra cronaca e storia – Prata 1835/Pordenone 1902”, scritto da Maria Pia Valerio ed edito da L’Omino Rosso.
“Il progetto è sostenuto dalla Provincia – spiega l’assessore all’Identità Culturale Eligio Grizzo – perché fa luce su un argomento di vitale importanza quale l’economia territoriale del secolo scorso. La nostra città, in particolare, aveva 5 mulini, 1 dei quali situato proprio nei pressi della sede della Provincia, là dove scorre la roggia. Quella che fu allora un’attività artigianale era un settore redditizio e trainante e, non da ultimo, strettamente legato alle nostre radici”.
La storia dei mulini pordenonesi si snoda attraverso le vicende familiari di Andrea Pagotto, bisnonno dell’autrice e mugnaio di non poca importanza nella seconda metà dell’800.
La Valerio, trovatasi in possesso di numerosi vecchi documenti e mappali, si accorse che nella cronaca dei mulini nostrani esisteva un buco di memoria, ovvero non c’era alcuna traccia scritta dell’esistenza di macinatoi.
Eppure l’economia di Pordenone, per molti anni, fu trainata proprio dai mugnai. Così si scopre che la nostra città aveva ben 5 mulini (quello di San Giorgio, della Colonna, di Piazza Cavour, di Vicolo del Molino di Sotto e il Vecchio Mulin del Gobbo) tutti molto fiorenti.
Il volume è dunque lo spaccato di vita del mugnaio Pagotto e dipinge la società medievale e moderna nei suoi risvolti quotidiani, nel lavoro e nelle relazioni sociali a partire dal Veneto del Cinquecento per arrivare in Friuli.
Fonte: Provincia di Pordenone
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