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Diego Cinello: mostra fotografica

Il giro d’Europa in 70 immagini “extra large” di Diego Cinello
da mercoledì 21 settembre fino a martedì 1 novembre 2011
Villa Manin
di Passariano di Codroipo (UD) – Cortile d’onore

Orario di apertura:
tutti i giorni ore 9-19

Ingresso gratuito

La mostra fotografica di Diego Cinello è ospitata nel giardino di Villa Manin di Passariano di Codroipo (UD) di con fotografie di oltre 4 metri di lunghezza.
Con opere utilizzate anche come strumento per l’insegnamento della geografia nelle scuole. Fotografie di oltre 4 metri di lunghezza dedicate alle principali città italiane ed europee

Una visione panoramica del mondo, che sfugge anche alla capacità di immagazzinare immagini tipica dell’occhio umano, è al centro della mostra fotografica dedicata all’artista friulano Diego Cinello.

Nella dimora dogale oltre 70 foto panoramiche di “larghe vedute” – così come sono state definite dai maggiori critici nazionali ed internazionali – ritrarranno in un modo inusuale scorci delle nostre terre, ma anche delle principali città italiane e capitali europee. La particolarità di questa mostra è data dalle dimensioni delle fotografie, che in alcuni casi arrivano a misurare anche un metro e trenta centimetri d’altezza per 4 metri di lunghezza.

Tre le sezioni in cui si articola l’esposizione:

La prima, dal titolo “Friuli, terre di larghe vedute – Terra di Patriarchi” raccoglie le immagini storiche scattate da Cinello e pubblicate nell’omonimo libro realizzato insieme al giornalista Armando Mucchino. Le 24 gigantografie, con panorami che spaziano fino a 360 gradi, ritraggono l’ormai famoso Monte Talm, la prima foto in assoluto di larghe vedute scattata più di venti anni fa dalla quale hanno preso poi il via una serie di altre opere famosissime legate alle montagne friulane. Non mancano scorci di città quali Palmanova e Grado, ma anche Tarcento di notte in occasione del pignarul grant, suggestiva per le lingue di fuoco che si sprigionano nell’aria.

Una seconda sezione invece è dedicata alla nostra penisola, anche in questo caso con soggetti contenuti in un libro dal titolo “Italia che spettacolo” edito nel 2004 dal Touring Club Italiano con testi di Italo Zannier. In questo caso sono stati ritratti i “miti” della nostra terra, quali ad esempio il Monte Bianco e Santa Maria di Leuca, i due punti più estremi della nazione. Non mancano poi il Colosseo e la piazza di Assisi, i notturni di Torino e Milano, ma anche “l’infotografabile” duomo di Orvieto per la sua maestosità. Ma sicuramente quella che fa restare a bocca aperta, richiedendo al visitatore una profonda rotazione del capo per poterla vedere nel suo insieme, è la foto della laguna di Venezia ritratta con più scatti dal campanile dell’isola di San Giorgio.

Terza e ultima sezione è quella in cui vengono ritratte le principali capitali del vecchio continente. Dei 27 scatti dal titolo “Europa XXL, città fuori formato” fanno parte anche gli ultimi scorci in ordine di tempo realizzati da Cinello, come quello dedicato al Lussemburgo. Ma in questa zona della mostra vi sono anche i meno usuali ma altrettanto spettacolari soggetti verticali, che spiccano per tutta la loro maestosità quale ad esempio il Big Bang di Londra. Non manca Parigi, ritratta dalla torre di Montparnasse sul far della sera, i canali di Amsterdam, le mura di cinta del Cremlino sullo sfondo della Piazza Rossa. Tutte queste immagini fanno parte di un progetto editoriale sul quale Cinello sta lavorando e che dovrebbe portare alla realizzazione di un volume tradotto in tutte le lingue dei 27 Paesi che formano l’Europa.

Fotografo artigiano, così ama definirsi l’autore di Fagagna, Cinello inizia a scattare le sue prime immagini a 16 anni utilizzando una Voigtlander. Le “larghe vedute” incominciano a prendere corpo per non essere riuscito ad immortalare in tutta la sua spazialità il panorama che si vedeva dal Peralba. Questa rabbia costruttiva lo porta quindi a compiere più di venti scatti sviluppati in 7×10 ed incollati su un grande foglio costituito da un vecchio sacco di cemento ripulito e stirato dalla madre. Per mettere insieme tutte le immagini e dare così vita al panorama non si usava lo scotch che ancora non c’era, ma una colla fatta a base di farina. «Il risultato non fu dei migliori – ricorda lo stesso Cinello – ma permise di veder realizzato il mio sogno di ingabbiare quella magnificenza in una sola immagine che la ritraeva a 360 gradi». Tra le tante mostre del fotografo friulano, vanno ricordate quelle al Vittoriano a Roma, nonché a Strasburgo e la fortunatissima esposizione di Tokyo, davanti a migliaia di visitatori stupefatti per la grandezza e la qualità fotografica delle immagini esposte.