
A. Santellani descrive così la Bèlin di Sauris (UD) e questa tradizionale manifestazione che si tiene il 5 gennaio:
Accanto ad eventi saldamente radicati nella tradizione come i grandi Pignarui di precristiana memoria, alla messa del Tallero o dello spadone, a Sauris il 6 gennaio si celebra una figura quasi mitologica. Si tratta della Bèlin.
Da sempre, di fronte alle impari forze della natura, l’uomo le ha trasformate in figure mitologiche sia pure terribili e mostruose, ma in un qualche modo umanizzate per renderle così più vicine e potersi appellare a una sorta di clemenza.
Anche la Bèlin probabilmente è questo, una figura mitologica legata alla difficoltà e alla pericolosità dell’attraversare valichi alpini che un tempo erano gli unici collegamenti tra le comunità.
La Bèlin chiede un tributo molto particolare per garantire l’incolumità al viandante. Quale? Per scoprirlo bisognerà recarsi a Sauris di Sotto. Dove? Sarà semplice capirlo. Un gruppo di befane indicherà con lanterne la strada fino al luogo, un fienile, una stalla, chissà… dove la Belin aspetta di riscuotere il suo omaggio.
Posso raccontare che tutto attorno ci si riscalda con dolci e vin brulè, ma non posso spiegare di che tributo si tratta. Bisogna proprio andare a vedere con i propri occhi.
Oggi per incontrarla non è più necessario arrampicarsi di notte in mezzo ai monti innevati e l’atmosfera è molto, molto festosa.
Mi auguro che la vostra curiosità sia stata accesa.
La Bèlin aspetta.
Accanto ad eventi saldamente radicati nella tradizione come i grandi Pignarui di precristiana memoria, alla messa del Tallero o dello spadone, a Sauris il 6 gennaio si celebra una figura quasi mitologica. Si tratta della Bèlin.
Da sempre, di fronte alle impari forze della natura, l’uomo le ha trasformate in figure mitologiche sia pure terribili e mostruose, ma in un qualche modo umanizzate per renderle così più vicine e potersi appellare a una sorta di clemenza.
Anche la Bèlin probabilmente è questo, una figura mitologica legata alla difficoltà e alla pericolosità dell’attraversare valichi alpini che un tempo erano gli unici collegamenti tra le comunità.
La Bèlin chiede un tributo molto particolare per garantire l’incolumità al viandante. Quale? Per scoprirlo bisognerà recarsi a Sauris di Sotto. Dove? Sarà semplice capirlo. Un gruppo di befane indicherà con lanterne la strada fino al luogo, un fienile, una stalla, chissà… dove la Belin aspetta di riscuotere il suo omaggio.
Posso raccontare che tutto attorno ci si riscalda con dolci e vin brulè, ma non posso spiegare di che tributo si tratta. Bisogna proprio andare a vedere con i propri occhi.
Oggi per incontrarla non è più necessario arrampicarsi di notte in mezzo ai monti innevati e l’atmosfera è molto, molto festosa.
Mi auguro che la vostra curiosità sia stata accesa.
La Bèlin aspetta.
“Der Orsh Van der Belin – Il Sedere della Belin” è una suggestiva manifestazione ispirata al magico mondo delle superstizioni e della fantasia, in particolare legata in questo caso al personaggio della “Bélin”, una vecchia donna che costringeva i saurani a baciarle il sedere per poter oltrepassare il confine della località e uscire dal proprio paese.
Oggi il rito viene riproposto in una chiave ironica, e a pagare il pegno il particolare pedaggio saranno i turisti, al fine di ottenere il diritto di passaggio e permanenza a Sauris.
Il tutto allietato dal suono delle fisarmoniche.
Il tutto allietato dal suono delle fisarmoniche.
Partenza verso le 18,30 da uno stavolo sopra l’abitato di Lateis, discesa delle befane con le fiaccole fino al paese e incontro con la vecchia. Tradizionale falò e distribuzione vin broulè.
Il tutto allietato dal suono delle fisarmoniche e dall’ immacabile ristoro con vin brulè, the e dolci tradizionali.Potete incontrare la Belin a Sauris di Sotto (Ud) il 5 gennaio!
Info tel: Ufficio Turistico Sauris, tel. +39 0433 86076
Info web: Associazione Lilium
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