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Dalla fusione tra Continental e United Airlines nasce la più grande compagnia aerea al mondo

Da Minneapolis (Minnesota) le compagnie aeree americane United e Continental Airlines hanno ufficialmente annunciato la loro fusione, una operazione da cui nascerà il nuovo numero uno mondiale del trasporto aereo, scavalcando la connazionale Delta.
Il New York Times ha anticipato che il Consiglio di amministrazione di UAL Corporation, la società che detiene United Airlines, ha approvato l’operazione. Continental aveva fatto altrettanto nei giorni scorsi. Secondo fonti citate dal New York Times, l’accordo vale 3 miliardi di dollari.

Messi assieme i due gruppi potranno contare su un fatturato complessivo da 29 miliardi di dollari l’anno, mentre la fusione verrà effettuate mediante una scambio di azioni da cui gli attuali azionisti United usciranno con il 55 per cento del capitale, e quelli di Continental con il rimanente.

“L’accordo tra United Airlines e Continental darà luogo a nuove sinergie”. Commenta così l’annuncio di stamani (lunedì 3 maggio 2010) della due compagnie americane Thorsten Lettin, general manager Germania Austria Svizzera e Italia di United.
Gli aerei avranno la scritta United e il logo Continental, due compagnie che nel 2009 hanno avuto un fatturato complessivo di 29 miliardi di dollari Usa”. La crescita che ci si aspetta da questa fusione è del 20% circa, coprendo 370 destinazioni nel mondo e avendo come hub Chicago. “Questa partnership ci porta al primo posto nel mondo come compagnia statunitense”.

Una fusione, quella tra United Arilines e Continental, per combattere la crisi.
Quasi 1,1 miliardi di dollari di perdite nel 2009 per Ual, la holding che controlla Unites Airlines. E un rosso da 282 milioni di dollari per Continental. Bastano infatti questi due dati per capire la logica dietro la fusione fra le due compagnie aree americane. Negli Usa, infatti, l’intero settore del trasporto aereo civile attraversa una crisi che dura sostanzialmente senza interruzioni dall’11 settembre 2001, scandita da bilanci negativi e da ricorsi al Capitolo 11 della legge fallimentare a cui nessuno dei maggiori gruppi, comprese American Airlines e Nortwest, hanno potuto sfuggire.

Ora poi, a rendere il quadro più difficile, s’aggiunge la maggiore pressione della concorrenza sulle rotte atlantiche fra Europa e Usa, tantopiù dopo la recente fusione fra British Airways e Iberia.
Quella di United e Continental appare dunque una reazione inevitabile.
In base all’intesa il nuovo gruppo, numero uno al mondo con 370 destinazioni servite e 144 milioni di passeggeri trasportati nel 2009, confida di realizzare sinergie in grado di assicurare risparmi di 1-1,2 miliardi di dollari entro il 2013, con un aumento dei ricavi stimato fra gli 800 e i 900 milioni annui.

Fonte: Redazione Giro