''Per ora siamo lontanti dalle nostre potenzialita' e questa e' una perdita ingiustificabile in termini di sviluppo, di benessere, di occupazione''. Lo ha detto Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo Confindustria, aprendo i lavori della conferenza di Confindustria, a Trieste, su questi temi. ''Abbiamo una Formula Uno – ha sottolineato Pecci – ma la guidiamo a 60 km all'ora''. Per Pecci e' ''limitativo ragionare in termini di posizioni in classifica, di superare o essere superati da questo o quell'altro Paese. Ho la presunzione di credere che il nostro Paese ha potenzialita' talmente alte che deve guardare ai suoi valori assoluti''.
Nel turismo, in Italia, "i prezzi sono sì aumentati, negli ultimi sei anni, più della media dell'Ue, ma sono cresciuti meno di quelli di concorrenti aggressivi, a cominciare dalla Spagna".
Secondo il presidente di Federturismo "non possiamo puntare ad una competitività solo di prezzo, dovendo lottare con destinazioni che puntano al low cost", ma in Italia "abbiamo tutte le risorse per puntare alla qualità".
Il turismo è come un'auto di Formula Uno che si guida però a 60 chilometri all'ora: ha una grossa potenzialità, ma l'Italia procede a passo lento e continua a perdere competitività.
Jannotti Pecci sottolinea le carenze del settore in Italia e avanza le proposte per migliorare la competitività del turismo: "Il turismo continua a essere una delle spinte forti alla crescita economica mondiale", afferma, spiegando che nel mondo, nel 2006, gli arrivi sono cresciuti del 4,5%, mentre per il 2007 è previsto un aumento del 4,1%. Il giro d'affari globale del turismo è pari a 7mila miliardi di dollari.
Per l'Italia "il 2006 si è chiuso con luci e ombre, con segnali di ripresa ma non completamente tranquillizzanti. Il totale delle presenze negli alberghi nel 2006 è aumentato dell'1,4%", evidenzia il presidente di Federturismo, secondo il quale "l'inversione di tendenza" segnata dal 2006 è dovuta "all'impegno e alla capacità degli imprenditori". Ma non è il momento di "abbassare la guardia" perché "i rischi di una crisi persistente nel nostro comparto ci sono tutti".
L'Italia, secondo le stime dell'Organizzazione mondiale del turismo, rileva Jannotti Pecci, "continua a perdere posizioni nella classifica mondiale degli arrivi turistici internazionali ed entro il 2020 dovrebbe scendere dall'attuale quinto al settimo posto". Secondo il presidente di Federturismo "siamo lontani dalle nostre potenzialità e questa è una perdita ingiustificabile in termini di sviluppo, benessere e occupazione. Denuncia quindi che "l'andamento della competitività del nostro settore, è allarmante e imperdonabile" rispetto alle risorse artistiche e culturali. "Siamo 33esimi al mondo nella classifica per competitività stesa dal World Economic Forum" e i punti deboli sono "i vincoli normativi", lo "scarso spazio per le politiche del turismo", le "carenze" delle infrastrutture, porti e aeroporti, gli oneri tributari "eccessivi" e i costi dell'energia.
Per Jannotti Pecci il turismo "ha bisogno di una visione" e recuperare la competitività a tutto campo "è urgente". Per il presidente di Federturismo non serve solo "chiedere alla politica", ma le imprese devono fare "un salto di qualità, internazionalizzandosi" e devono "modernizzarsi". Per rilanciare il settore serve "un sistema di produzione efficiente", dotazioni infrastrutturali, "costruendo una vera e propria 'logistica delle persone' che renda efficiente la mobilità".
La Federturismo chiede al governo "interventi strutturali" per il sistema turistico nazionale, "che tengano conto delle nostre specificità e dei continui cambiamenti del mercato internazionale".
La richiesta di Federalberghi al governo di un bonus alle famiglie per le spese per le vacanze in Italia, aggiunge Jannotti Pecci, "è sicuramente interessante, ma non nuova. Ci sembra comunque velleitaria in questo momento, per un Paese che ha ben altri problemi da affrontare. Ci sono altre proposte – conclude – già presentate da Federturismo al governo, per aiutare il settore senza incidere sulle finanze pubbliche: la rivalutazione degli immobili a destinazione turistica e interventi per la destagionalizzazione".
Anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, un messaggio in occasione del convegno: "Il turismo è "fattore cruciale di sviluppo" e di crescita dell'occupazione per tutto il nostro Paese ma serve più competitività sul piano delle infrastrutture e dei servizi.
"La rilevante dimensione economica – afferma il presidente Napolitano – conseguita dal settore sollecita il conseguimento di obiettivi più ambiziosi, resi possibili dalla ricchezza incomparabile del patrimonio artistico ed ambientale dell'Italia. L'ulteriore sviluppo del turismo, nel contesto attuale di forte concorrenza per l'acquisizione dei flussi turistici internazionali, richiede il conseguimento di una più elevata competitività sul piano delle dotazioni infrastrutturali e dei servizi di accoglienza e ospitalità". Napolitano suggerisce come condizione "assolutamente imprescindibile", "il costante miglioramento degli interventi diretti alla protezione dell'ambiente e alla conservazione del patrimonio artistico e culturale del Paese".
redazione Giro