L’analisi di Badin riguarda la situazione attuale e quella futura. “Nella Doc Isonzo – dice il presidente – ci sono realtà di prestigio che propongono etichette presenti nelle carte dei vini dei maggiori ristoranti italiani e internazionali. Ma sarebbe un grosso errore per i produttori pensare che non ci sia più bisogno di promozione territoriale e di coordinamento tra aziende. Se il Consorzio chiude per esaurite finalità, la Doc Isonzo deve proseguire il cammino. Per questo motivo in sede assembleare proporrò la nascita di un comitato spontaneo, a cui tutte le aziende possano partecipare a titolo gratuito, in grado di confrontarsi con gli Enti pubblici”.
Fonte: Consorzio tutela vini Doc Friuli Isonzo
Stampa questa pagina
-
Invia ad un amico
