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Boom del Prosecco: diventano vigne anche le aree militari dismesse

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Il Politecnico di Milano, insieme Casarsa della Delizia, Città del Vino, ha promosso un riuso agricolo per le aree militari dismesse della città, con l’impianto di vigneti e la produzione di vino di alta qualità, con l’obiettivo di riutilizzare spazi già esistenti, ma ormai in disuso per incentivare le produzioni locali e per recuperare zone rimaste in stato di degrado.

Nasce così l’idea di impiantare vigneti a Prosecco in alcune vecchie aree militari del Friuli Venezia Giulia.

A portare avanti il progetto è il Politecnico di Milano, insieme alla cittadina di Casarsa della Delizia (PN), che hanno creato un workshop internazionale di progettazione dal titolo “Ripartendo da Bacco e Dioniso, con l’aiuto di Oyamatsumi” in cui architettura, architettura del paesaggio ed enologia definiscono nuovi modi per integrare sostenibilità ambientale, la coltivazione di vigneti e la produzione di vini di alta qualità.

Il 14 e 15 settembre, partecipando alla vendemmia, a visite in cantine e a degustazioni di vino, un gruppo di studenti internazionali è stato chiamato a indagare e a riprogettare la complessità della cultura del vino e a esprimere nuove visioni nelle tendenze del life-style in qualità di “connoisseur” responsabili del vino.

Il lavoro è caratterizzato da quattro progetti complessi ideati da studenti di architettura, architettura del paesaggio e geografia per il recupero degli 11 ettari in disuso dell’ex-Caserma “Trieste” di Casarsa della Delizia ed è stato condotto sotto la guida di un gruppo di docenti ed esperti internazionali con un programma trans-disciplinare.

Un tentativo concreto per inventare un nuovo futuro rurale basato su produzioni alimentari di eccellenza e di grande successo sui mercati globali.

A Casarsa della Delizia si contano 500 produttori di Prosecco friulano, 15 milioni di bottiglie vendute per lo più nel mondo e 2mila ettari di superficie vitata.

Fonte: Wine News