- Giro FVG - https://new.girofvg.com -

Bitcoin: ecco chi è Satoshi Nakamoto

Craig Wright sues BCH and BTC Core developers - Cryptocurrency News

Bitcoin: ecco chi è Satoshi Nakamoto


Dopo anni di speculazioni sull’identità del creatore della criptomoneta bitcoin, noto da sempre come Satoshi Nakamoto, sembra arrivata la svolta: l’imprenditore e informatico australiano Craig Steven Wright, chiamato in causa già nel 2015 da Wired e da Gizmodo, si è identificato come il creatore della valuta, pur riconoscendo il contributo di altri all’operazione.

VEDI ORA:
Terremoto nei Soldi: Crollo delle valute
e Rivoluzione della Moneta Digitale

Le rivelazioni di Wright, pubblicate in un post, sono state poi confermate alla Bbc, all’Economist e a Gq. Secondo quanto scrive la Bbc, altri membri di spicco della comunità di bitcoin hanno confermato le affermazioni e in un confronto con la testata, Wright ha firmato digitalmente dei messaggi usando dei codici crittografati creati durante i primi giorni dello sviluppo della criptomoneta.

Più cauto appare invece l’Economist, secondo cui Wright potrebbe essere “il signor Nakamoto, ma permangono pesanti domande” date dall’impossibilità di provare i fatti oltre “ogni ragionevole dubbio”. Detto con le parole del magazine britannico, se il dna basta per la paternità di un bambino, in questo caso le cose non sono così semplici. L’Economist si chiede anche cosa sia cambiato rispetto a qualche mese fa, quando Wright non aveva ribattuto alle prime speculazioni sul suo conto e scrive che i fatti che seguiranno potranno in parte confortare le odierne rivelazioni, oltre a riaprire il dibattito interno alla comunità della moneta, divenuta col tempo “più grande dello stesso Mr Nakamoto”.

Alcuni ricercatori ritengono che Nakamoto/Wright possegga sino circa un milione di bitcoin, pari a 440 milioni di dollari.

A differenza di valute come euro e dollaro, i bitcoin non sono amministrati da una banca centrale, ma generati da una rete di migliaia di computer in tutto il mondo e sono basati su un sistema aperto (open source). Accettati già da migliaia di siti e persino da negozi ”reali” come sistema di pagamento, i bitcoin (al momento si ritiene ce ne siano in circolazione 15,5 milioni) vengono impiegati anche in cambio di servizi, (ad esempio il pagamento dei taxi), di merci o di altre valute.

In un’intervista alla Bbc, l’imprenditore australiano afferma di essere stato di fatto la mente dell’operazione, ma di essere stato aiutato anche da altri. Una scelta, quella di uscire alla scoperto, fatta non per la fama o per particolari secondi fini ma per tutelare la privacy di quanti gli sono vicini e “per essere lasciato in pace”.

 



 

Ma cosè il bitcoin? Ecco una sintesi tratta da Wikipedia (enciclopedia digitale)