
Da mercoledì 27 a venerdì 29 luglio 2011, ad Aquileia (Ud) torna Aquileia Film Festival 2011, la rassegna internazionale del cinema archeologico giunta alla 2a edizione e realizzata in collaborazione con Archeologia Viva e Rassegna Internazionale del cinema archeologico di Rovereto
Si apre mercoledì 27 luglio la seconda edizione dell’Aquileia Film Festival nella suggestiva cornice di piazza Capitolo: tra i film in concorso, il racconto della straordinaria scoperta in Turchia dell’ultima città romana dell’impero d’Oriente,la storia degli scavi di Ercolano attraverso interviste e immagini di repertorio inedite, il ritrovamento in Perù di una mummia con una maschera d’oro.
Sagalassos, Ercolano, Cahuachi, il Sahara e Roma saranno i protagonisti dei docu-film di produzione internazionale che verranno proiettati sul mega schermo allestito per l’occasione davanti al Battistero cromaziano., E l’ultima sera, fuori concorso, l’attenzione sarà tutta per il cortometraggio prodotto e girato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con la consulenza della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia sull’arte delle gemme nell’Aquileia romana.
All’ombra della millenaria torre campanaria, ogni sera a partire dalle 21.00 il pubblico potrà esprimere le proprie preferenze sulle schede di voto che verranno consegnate prima delle proiezioni e venerdì 29 luglio il film che avrà raccolto maggiori consensi riceverà il Premio Aquileia, un prezioso mosaico realizzato per l’occasione dalla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo.
L’ingresso alla manifestazione è gratuito e, in caso di pioggia, le proiezioni si svolgeranno nella Sala Romana che si affaccia su piazza Capitolo.
Prima dei film, riproponendo la formula del 2010 – che ha visto protagonista di una coinvolgente conversazione-intervista Valerio Massimo Manfredi – troveranno spazio “sul muricciolo” davanti al Battistero le informali interviste di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva ai più interessanti personaggi del mondo della cultura e dell’archeologia.
PROGRAMMA:
vedi il programma in pdf
Mercoledì 27 luglio
h. 20.00
Conversazione-intervista tra Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e Giuliano Volpe, archeologo e rettore dell’Università di Foggia.
Parleremo di navigazione, commerci e guerre nell’Adriatico antico presentando le recenti straordinarie scoperte effettuate dall’équipe di archeologi subacquei dell’Università di Foggia sui fondali dell’Albania, dove è stato individuato il luogo di una delle battaglie navali tra Cesare e Pompeo.
h. 21.00
Sagalassos – Gli ultimi Romani
Nazione: Belgio, Francia, Italia
Regia: Philippe Axell, Marco Visalberghi
Durata: 52’
Anno di produzione: 2008
Produzione: Axelle Comunication, La Compagnie de Taxi-Brousse, Doclab srl
Consulenza scientifica: Marc Waelkens, Etienne Paulissen, Julian Richard
La straordinaria scoperta della città di Sagalassos in Turchia, ultima città romana dell’impero d’Oriente, governata da Costantinopoli. Vedremo le magnifiche immagini della città straordinariamente preservata. Nel nostro film, cercheremo anche le risposte a diverse domande: come vivevano le persone in questo vortice della storia fra la Pax Romana e il primo regno del Medio Evo? Ma anche: perchè la città scomparve, e con essa la Civiltà Greco-romana?
Carvilio, un enigma dall’antica Roma
Nazione: Italia
Regia: Tricia Lawton
Durata: 52′
Anno di produzione: 2003
Produzione: GA&A Productions per Discovery Channel, in associazione con SBS Australia
Roma imperiale, tra il I e il II secolo d.C.. Un giovane nobile muore all’improvviso e poco dopo sua madre lo segue nella tomba. Nell’estate del 2000 viene scoperta per caso alla periferia di Roma una tomba con due sepolture in marmo in cui c’erano corpi ben conservati e alcuni manufatti speciali. Questo film vuole scoprire chi fossero queste due persone, la loro condizione sociale e il loro stile di vita e soprattutto perché furono conservate in un’epoca in cui la maggior parte dei cittadini veniva cremata
Giovedì 28 luglio
h. 20.00
Conversazione-intervista tra Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e Giorgio Bejor, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte Greca all’Università degli Studi di Milano. La Grecia patria dell’arte: in particolare parleremo dei Bronzi di Riace. Chi rappresentavano realmente le due statue venute dal mare della Calabria? Perché hanno riscosso un successo superiore a qualsiasi altra opera di arte antica?
h. 21.00
A Girl Priestess in Cahuachi
Una fanciulla sacerdotessa a Cahuachi Nazione: Giappone
Regia: Minoru Nakamura
Durata: 53’
Anno di produzione: 2010
Produzione: TBS VISION, INC
Consulenza scientifica:
Giuseppe Orefici
Tra le piramidi trovate vicino alle Linee e ai geroglifici di Nazca in Perù, fu trovata dopo oltre 2000 anni la mummia di una ragazza con una maschera d’oro. Oltre a presentare l’intero processo di scavo, durato due mesi, il documentario mira anche a suggerire una nuova teoria sulle ricerche delle civiltà del Sud America
Il segno sulla pietra- Il Sahara sconosciuto degli uomini senza nome
Nazione: Italia
Regia: Lucio e Anna Rosa
Durata: 58’
Anno di produzione: 2006
Consulenza scientifica: Stefano Biagetti- Savino di Lernia
La storia del Sahara racconta di un alternarsi di fasi climatiche estreme: periodi di grandi aridità, di grandi piogge, e dietro di esse le vicende di uomini che ebbero la ventura di scegliere quella terra come loro dimora. 12000 anni fa, dopo una fase di aridità estrema, ritornò la pioggia e la vita ricominciò a germogliare lentamente. Così, nel Sahara centrale, sui massicci del Tadrart Acacus e del Messak, nel sud ovest della Libia, si formarono le prime comunità, tenaci e vitali, culturalmente compiute, che riuscirono anche a elevare a linguaggio pittorico, quindi complesso, il loro vissuto quotidiano ed il loro primitivo bisogno di trascendenza. I ripari che li accoglievano, divennero attraverso l’arte rupestre, dalla fine del Pleistocene all’Olocene, fino all’ultima desertificazione, sede e conservazione di un sapere, libri di pietra sui quali di dipanava e si affermava una vicenda umana che ancora oggi mostra intatta tutta la sua straordinaria ed avvincente magia.
Venerdì 29 luglio
h. 20.00
Conversazione-intervista tra Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e Valerio Massimo Manfredi, archeologo, scrittore e volto televisivo di “Impero” su La7. Presenteremo “Otel Bruni”, il nuovo romanzo in cui lo scrittore emiliano si misura con un tema difficile e rovente come la storia italiana del primo Novecento. Attraverso le vicende della famiglia Bruni il lettore affronterà un viaggio che lo porterà dalla pianura padana al Carso, dalle lande desolate della Russia al Piave..
Herculaneum, diari del buio e della luce
Nazione: Italia
Regia: Marcellino de Baggis
Durata: 52’
Anno di produzione: 2007
Produzione: Onionskin
Herculaneum racconta la storia degli scavi di Ercolano attraverso la figura di Amedeo Maiuri, l’archeologo che in poco più di un trentennio riportò alla luce la città romana, distrutta insieme a Pompei dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. Oggi, i due terzi della città antica giacciono ancora sotto la moderna Ercolano. Bisognerebbe abbattere gran parte della città moderna per poter proseguire con gli scavi, come aveva già cominciato a fare Maiuri pochi anni prima della sua morte. I diari del Maiuri, insieme ad interviste ed immagini di repertorio inedite, ci guidano alla scoperta del sito archeologico e ci invitano a ragionare sul rapporto che l’uomo ha con il passato, la sua voglia di scoprirlo, di capirlo e di preservarlo nel tempo.
La Sfinge, il Principe e gli Dei. Arte delle gemme in Aquileia Romana.
Nazione: Italia
Regia: Giorgio Gregorio
Durata: 30’
Anno di produzione: 2009
Produzione: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Ufficio Stampa – Produzioni Televisive
Consulenza scientifica: Franca Maselli Scotti e Annalisa Giovannini
La storia di Aquileia romana raccontata attraverso la glittica, l’arte di incidere le pietre preziose: una delle grandi peculiarità che il passato ha lasciato a questa città fondata nel 181 a.C. in uno spazio strategico per traffici e commerci. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce un numero notevolissimo di gemme e di paste in vetro incise, più che a Pompei e nella stessa Roma. Segno che era qui che il materiale grezzo arrivava, veniva lavorato e poi venduto in tutto l’Impero. La sfinge, enigmatica figura tra gli spazi degli uomini e quelli abitati da bestie fantastiche. Con Augusto diventa simbolo dello Stato e del potere. Gemme perdute e gemme ritrovate in diversi luoghi di Aquileia, che con la realtà virtuale, vengono ricostruiti sulla base dei dati di scavo. Un percorso nel tempo che le gemme hanno attraversato accompagnando la fine dell’Impero per i nuovi spazi del Cristianesimo. Entrando, insieme al loro intatto valore intrinseco e simbolico, nelle corti delle nuove dinastie gote, longobarde e franche.
Info web: Fondazione Aquileia
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