La benzina agevolata, quella riservata alla provincia di Trieste, Gorizia e ai 25 comuni della fascia confinaria di Udine, è destinata a sparire dai distributori dal 2008. Nessun pericolo invece per quella scontata, la cosiddetta «regionale». Il tormentone di fine anno sul carburante venduto senza l’applicazione delle accise si ripete, ma questa volta le indicazioni sembrano andare in una direzione definitiva. La Regione si è infatti già mossa per limitare i danni. L’esecutivo ha chiesto al premier Romano Prodi un incremento della compartecipazione della Regione sulle accise, comprese quelle relative al carburante della zona franca. E il governo ha già inserito il provvedimento nel testo della Finanziaria licenziato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. Con questa operazione saranno salvati i fondi destinati, attraverso le Camere di commercio, alle imprese che operano nei territori svantaggiati.
In pratica resterà in Regione una porzione in più, rispetto a quest’anno e a quelli passati, delle tasse applicate al carburante. Quindi i cittadini dovranno pagare di più per il pieno, ma la fine dell’agevolata non dovrebbe incidere in modo pesante sul tessuto produttivo. La proroga concessa in extremis dall’Ue nel dicembre scorso su richiesta del viceministro Visco, sollecitato dal presidente Illy, scadeva nel mese di luglio.
Quello caricato sulle tessere di triestini, goriziani e di parte dei friulani sarà quasi certamente l’ultimo stock di carburante a un prezzo che è poco più della metà di quello applicato, pur con diverse tariffe per effetto della liberalizzazione, nel resto d’Italia.
A meno che la richiesta di un phasing-out (cioè di un’uscita morbida) di un altro anno all’Ue non sia nuovamente richiesta e soprattutto concessa.
L’altra strada che era stata indicata alcuni mesi fa dalla Camera di commercio e dal Comune di Gorizia: la proposta suggeriva di chiedere allo Stato uno sconto, come accade per la «regionale», da praticare sul carburante evitando di intervenire sulle accise.
Secondo i tecnici in questo modo si potrebbe aggirare la configurazione degli aiuti di Stato sui quali vigila e interviene l’Unione europea. E proprio l’Ue (e non la Regione) ha intimato a più riprese lo stop all’agevolata.
Le stime medie annue del maggior costo per i cittadini delle aree della zona franca l’anno scorso, quando già i benefici dell’agevolata sembravano destinati all’estinzione, erano state quantificate tra i 1.200 e i 1.500 euro per ciascun automobilista. A questo vanno aggiunte le ripercussioni economiche che andrebbero a subire gli autotrasportatori e in parte i distributori di carburante.
Grazie comunque alla «concessione» ottenuta dalla Regione, grazie al pressing sul governo, i circa 15-20 milioni di euro medi destinati al territorio resteranno a disposizione delle Camere di commercio. Negli ultimi anni mediamente Trieste ha beneficiato di risorse per circa 6-7 milioni di euro, l’isontino per circa 5, il restante è andato ai friulani.
Nessun problema invece per la benzina regionale scontata il cui prezzo, che attualmente è assestato attorno a 1 euro al litro per la super, è determinato dalla rincaro o meno del costo del carburante applicato nella vicina Slovenia.
L’intervento sullo sconto è di competenza della giunta regionale. Per gli automobilisti del Friuli Venezia Giulia (divisi in quattro fasce in relazione alla distanza della zona di residenza dai confini che spariranno di fatto a fine anno) resterà ancora quel privilegio sconosciuto nel resto d’Italia, se si eccettuano alcune zone confinarie con Svizzera e Francia.
Fonte: L'Espresso
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